giovedì 19 febbraio 2009

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Appello all'Europa.



Al di là delle simpatie personali.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ROMA - Un "omicidio dell'informazione". Questo il pesante giudizio di Antonio Di Pietro sul nuovo Consiglio d'amministrazione della Rai eletto ieri sera. "Contestiamo, deploriamo - ha scandito il leader dell'Italia dei Valori affiancato da Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Beppe Giulietti e Pancho Pardi in una conferenza stampa a Montecitorio- l'ennesima spartizione lottizzatoria della Rai. Al di là delle chiacchiere su maggioranza e opposizione infatti, abbiamo potuto constatare che sulla gestione del 'poltronificio' italiano c'è un partito unico, a maggioranza assoluta".

Di Pietro riserva anche un affondo al Pd: "Un segretario che lascia trova il tempo di scegliere i suoi consiglieri. Per le sue poltrone un Pd ormai inanimato rinuncia al ruolo di opposizione". Poi pone una serie di domande retoriche: "Non si poteva rivedere la legge Gasparri? E soprattutto: non si poteva aspettare il parere della Corte Costituzionale sul caso Petroni e sulla possibilità che i governi possano nominare i consiglieri di amministrazione?". Insomma, per Di Pietro, "commissione di vigilanza e nomina del Cda sono stati due sequenze di delitti seriali che proseguiranno con le nomine dei direttori generali e a cascata con le nomine degli altri dirigenti".

Anche sulla eventuale riconferma di Claudio Petruccioli a presidente della Rai Di Pietro ha qualcosa da dire: "Non ne faccio una questione di persone, ma di metodo. Noi dell'Idv riteniamo che queste persone non debbano essere nominate in questo modo, con i partiti che scelgono i vicini di ombrellone. E' il metodo che non funziona, ma per il momento - scherza - non ho ancora la maggioranza relativa. Quando l'avrò mi comporterò di conseguenza".

Ieri, al momento del voto, l'Idv si è chiamata fuori, ma ora, dice Di Pietro, tornerà a sedere in commissione di Vigilanza.

Non tarda la replica del Pd. "Di Pietro non è l'unico custode della democrazia nè ha il monopolio della democrazia. In Commissione di Vigilanza non si è consumato alcun delitto dell'informazione", dice Giorgio Merlo, del Pd, vicepresidente della Commissione. "Semplicemente si è dato un governo alla Rai nel rispetto delle leggi esistenti. Il resto appartiene alla propaganda, alla demagogia e all'inguaribile antipolitica".

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