sabato 28 febbraio 2009

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Sbucciami



Dedicata a Vlad

Coglimi
Frutto fresco tuo sarò
Mangiami
Fino a che ti sazierò
Scioglimi
È un veleno dolce il mio
Cacciami
Tanto ormai lo voglio io
Usami
Fino a che ti servirò
Bevimi
La tua sete asciugherò
Portami
Dove mi nasconderai
Giocami
Ma i miei punti non avrai
Qui senza te io sbatto in aria i miei cioè
Ti salverò almeno un pò ci proverò
Ti schiaccerò alle tue notti mi darò
Completerò ci riuscirò ma che ne so
Tu senza me rispogli a terra i miei se
Ti straccerò ti sfascerò ti sfinirò
Contratterò nella tua lista ci entrerò
Su via dai con calma dai basta così
Lo voglio io completo io
E se ti basta un'ora
Sbucciami e la tua bocca addolcirò
Coglimi
Frutto fresco tuo sarò
Mangiami
Fino a che ti sazierò
Scioglimi
È un veleno dolce il mio
Cacciami
Prima che ti cacci io
Qui senza te io sbatto in aria i miei cioè
Mi salverò almeno un po' ci proverò
Ti schiaccerò alle tue notti mi darò
Completerò ci riuscirò ma che ne so
Tu senza me rispogli a terra i miei se
Ti straccerò ti sfascerò ti sfinirò
Contratterò nella tua lista ci entrerò
Su via dai con calma dai basta così
Lo voglio io completo io
E se ti basta un'ora
Sbucciami e la tua bocca addolcirò
Coglimi
Mangiami
Scioglimi
Cacciami
Sbucciami
Usami
Bevimi
Coglimi
Mangiami
Sbucciami
Scioglimi
Sbucciami
Frutto fresco tuo sarò
Mangiami
Fino a che ti sazierò
Cacciami
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Canzone per te



Dedicata ad Api

La festa appena incominciata e già finita
il cielo non e più con noi
il nostro amore era l'invidia di chi è solo
era il mio orgoglio, la tua allegria

E' stato tanto grande ormai, non sa morire
per questo canto, e canto te
La solitudine che tu mi hai regalato
io la coltivo come un fiore

Chissà se finirà,
se un nuovo sogno la mia mano prenderà
se a un'altra io dirò le cose che io dicevo a te

Ma oggi devo dire che ti voglio bene
per questo canto, e canto te
E' stato tanto grande ormai, non sa morire
per questo canto, e canto te

Chissà se finirà ......
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Ricette in tempi di crisi - Gatto alla fiamminga

Dal Corriere della Sera del 28 febbraio 2013:

E' una ricetta per quattro persone, ma se avrete ospite a cena un amichetto dei vostri bimbi state pur certi che ne resterà una porzione abbondante pure per lui. Procuratevi un gatto randagio, di quelli che son usi zompare nei cassonetti della spazzatura lungo le nostre strade. Abbattetelo con delicatezza, con un colpo deciso ma secco sul collo, in modo da sopprimerlo senza dolore. Se tutto ciò vi sembra crudele, andate dal vostro macellaio di fiducia e prendetene uno da allevamento: sarà più piccolino e meno gustoso, ma almeno vi eviterete le operazioni di pulizia, se la vista del sangue vi intristisce. Fatelo a pezzetti e riponetelo in una casseruola, in cui avrete preparato un soffritto di unghie e forfora: a parte, preparate, in mezzo litro d'acqua, un brodo con un vostro vecchio calzino. Aggiungete la carne al soffritto, aggiungete il brodo (senza il calzino, che frullerete a parte con della carta di giornale per preparare la salsa che disporrete sulla carne per insaporirla). e coprite la casseruola. Quando l'acqua di cottura si sarà asciugata, e prima che la carne si freddi eccessivamente, disponete la carne su un ampio piatto da portata e servitela con la salsetta fredda: a parte, potete preparare anche una freschissima insalata di elastici, conditi con olio e limone.
Buon appetito!

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I giochi di magia son terminati...



'...I giochi di magia son terminati.
Come t’avevo detto, quegli attori
erano solo spiriti dell’aria,
ed in aria si son tutti dissolti,
in un’aria sottile ed impalpabile.
E come questa rappresentazione
- un edificio senza fondamenta -
così l’immenso globo della terra,
con le sue torri ammantate di nubi,
le sue ricche magioni, i sacri templi e tutto quello che vi si contiene è destinato al suo dissolvimento; e al pari di quell’incorporea scena che abbiam visto dissolversi poc’anzi,non lascerà di sé nessuna traccia.
Siamo fatti anche noi della materia
di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita'
(W. Shakespeare - La Tempesta)

Dedicato a chi se n'è andato ché, come i sogni impalpabili, c'é quando non c'é più.
E dedicato anche a noi che consegnamo al ricordo la nostra esistenza, perché, come mio fratello Giovanni mi scriveva qualche anno fa, '...la memoria è l'estremo confine che separa l'umano dal sovrumano e la scrittura (sulla pietra, sul foglio, nei tratti somatici della discendenza) ne preserva la durata...'


- Se viene la sera
compagno non avrai,
da solo farai la tua strada...
E allora la prima sarà la faina,
verrà per portarti paura.
Se non la fuggirai,
sorella ti sarà,
è lei che davvero conosce
l'ordine segreto che il fiume conduce,
per il tuo passo il sentiero sicuro.
Se viene la sera
compagno non avrai,
da solo farai la tua strada...
Sarà solo allora che da te verrà il lupo,
verrà per portarti paura.
Se non lo fuggirai
fratello ti sarà,
è lui che davvero conosce
il passo segreto che il monte ferisce,
per il tuo capo il riparo sicuro.
Seguendo la via
che va verso il lago,
tu troverai la sorgente,
ritroverai la collina dei giochi,
e là tu deponi il tuo cuore -

venerdì 27 febbraio 2009

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John Doing, Bamboo

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Il destino


Ho bisogno di condividere con voi un momento di grande dolore.

E' morta per un'embolia la sorella di una delle persone alle quali tengo di più.

E' entrata in ospedale per farsi operare a un ginocchio, a Parma le avevano sbagliato l'operazione, stavolta è andata a Bologna.
E' uscita ieri. In una bara.

Monica, la mia amica, era andata a trovarla con un vassoio di chiacchiere (pastafrolla fritta e spolverizzata di zucchero a velo) perché Emanuela era una golosona.
Il tempo di mettere la testa dentro alla stanza e Monica e l'altra sorella sono state invitate a uscire dalla fisioterapista, perché proprio in quel momento iniziava la terapia di riabilitazione.
L'hanno salutata, si sono messe ad aspettare in corridoio.
Morta.
Fine della storia.

Per consolarmi, in questi casi posso solo dire che era arrivato il suo momento, che se anche non si fosse fatta operare sarebbe comunque mancata.
Ma che male, che rabbia, che dolore.

Questo è uno stralcio dell'articolo uscito oggi sulla Gazzetta di Parma.

http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/14479/Muore_a_48_anni_stroncata_da_embolia.html
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Attenzione, importante!

Non so avete notato i 'commenti' arrivati stanotte tra le 3 e28 e le 3 2 29.
aspetto che mik mi dica che diavolo sono, ma nel frattempo sono un po' inquieta.
non cliccateci sopra, d'accordo?



MIIIIIIIK E SVEGLIATI mannaggia a te.

giovedì 26 febbraio 2009

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Facebook - Rondolino

Fabrizio Rondolino, Del nostro modo di discutere (su facebook e altrove).


Da tutte queste considerazioni deriva secondo me la necessità di un dibattito fluido, generoso, aperto, mite, senza inutili tossine, senza personalismi né pregiudizi. Ogni posizione ha un elemento di verità, se soltanto lo si vuole cogliere: l’equanimità nel giudicare la posizione degli altri non è accondiscendenza e neppure ‘relativismo culturale’, ma apertura e disponibilità, ‘dialogo’ nel senso più fecondo del termine. Una discussione non dovrebbe mai lasciarci con l’amaro in bocca, o con la sensazione di essere stati offesi, o con la voglia di vendicarsi; dovrebbe invece suggerirci un senso di soddisfatta sazietà, dovrebbe farci stare meglio, perché più ricchi di informazioni e di opinioni e di punti di vista.
Questo almeno è il mio intendimento, e mi scuso se a volte il carattere mi porta altrove.


Io questo uomo lo stimo, e tanto.
Conferma quello che dico da sempre.
Il confronto.
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Breve biografia della Presidentessa Api

Nasce sotto forma di comodino il 26 novembre 1830. Trascorre la sua infanzia tristemente, perché i compagni di giuoco son soliti prenderla in giro chiamandola semplicemente "quella con i due cassetti". La piccola Api è però dotata di buona volontà e, nonostante gli sforzi immani che deve compiere (a quel tempo le barriere architettoniche erano più diffuse di oggi), riesce a conseguire la licenza dell'asilo con il massimo dei voti. In prima elementare si distingue tra i compagni perchè è di carattere aperto e socievole, e in breve tempo diventa una vera e propria leader spirituale: nei suoi cassetti infatti il maestro De Asciuttis usa nascondere una bottiglia di limoncello, che beve durante l'intervallo. Un giorno, però, scoppia il dramma: i genitori scoprono Api con la bottiglia di superalcolico, e per punizione la spediscono nel collegio svizzero di Chapelle sur Du Cojon, vicino Neuchatel.
Sono anni di studio e di fatica, da cui la futura presidentessa esce con il titolo di esperta di cazzeggio, cultore di facebook, stiratrice di panni e allevatrice di nutrie.
Sul treno che dalla Svizzera la riporta a casa, incontra un distinto gentiluomo, alto, magro, un cappello in testa: il controllore Vlad. Mentre lei gli passa il biglietto per farselo vidimare, i loro occhi si incontrano, per un breve istante i loro sensi si toccano: l'amore scoppia improvviso.
Scendono alla successiva stazione, quella di Pulcinell sur Mer: si scambiano un bacio lungo e appassionato, e il bacio del suo principe azzurro, il primo uomo con cui conosce l'amore e la gioiosa comunione dei sensi, la rende finalmente una donna a tutti gli effetti: ella non è più un comodino, ma un essere umano completo.
Il resto è storia che tutti conosciamo.

mercoledì 25 febbraio 2009

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Fine serata con piacevoli sorprese

Questa sera stavo lavorando al pc, quando mi è venuto in mente di fare un salto su facebook. E chi ci trovo, in diretta? Api, che mi invita a passare dal pc al telefono. Detto fatto. Dopo un po' di conversazione in dialetti vari, mi passa il Vlad e ci mettiamo a parlare di arti grafiche (Vlad, mettiamola così, tanto testimoni non ce ne sono).
Dopo i saluti ho ripreso quel lavoretto che avevo sospeso.
Un ultimo sguardo alla casella di posta elettronica prima di chiudere tutto e vedo un messaggio di una carissima amica. Le rispondo, poi sento l'impulso di venire a scrivere qui sul blog.
A scrivere cosa?
A scrivere di piacevoli sorprese che ti fanno chiudere bene la giornata.
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Menu per un ospite Mika tanto gradito



Vorrei un consiglio:
l'otto marzo verrà a casa mia un ospite Mika tanto gradito, cosa mi consigliate di cucinargli per fargli passare la voglia di tornare????????
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Ma perché tutti i giorni devo rendermi conto che ci sono genitori deficienti?

LONDRA - Si chiama Cerrie Burnell, ha 29 anni e, con in tasca il diploma di una celebre scuola per aspiranti attori, ha tutte le credenziali in ordine per sfondare nel mondo televisione. In più è carina e simpatica. Perché allora non assumerla come punto di partenza per presentare un seguitissimo programma per bambini? Il ragionamento della Bbc, che ha preso Burnell per il canale CBeebies, indirizzato ai piccoli sotto i sei anni, non fa una piega, ma il problema, per alcuni, c'è: Cerrie è nata con un braccio solo. Un handicap che a lei non fa alcun effetto - tanto che ha scelto sin da piccola di non utilizzare una protesi (''nel mio caso sarebbe stata completamente inutile, non mi aiutava per niente'') - ma che ha provocato l'indignazione di diversi genitori.

http://www.corriere.it/esteri/09_febbraio_24/presentatrice_braccio_bbc_bambini_e70cd076-0265-11de-adb7-00144f02aabc.shtml

Ma vi rendete conto?
Che massa di idioti, paraculi e vigliacchi.
e mi limito.
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Buona giornata a tutti.

martedì 24 febbraio 2009

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Martedì di Carnevale, con inedito


Ragazzi, oggi è l'ultimo di Carnevale.
A quest'ora ci sarà qualcuno che si sta preparando per uscire e andare a festeggiare, in maschera.
Io, per la verità, non sono mai stato un amante di questa festa, però quando ho partecipato l'ho fatto in piena regola.
Ed ho le prove!
Quiz: da cosa ero mascherato?
Boni, boni, andateci piano!


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Troppo Facebook fa male?

(ANSA) - LONDRA, 24 FEB - Facebook danneggia il cervello, riportandolo a uno stato infantile e limitando la soglia d'attenzione e la capacita' di comunicare. Il Daily Mail che riporta le dichiarazioni della neurologa Susan Greenfield, docente a Oxford, che ha invitato il governo a preoccuparsi dell'impatto psicologico di internet sui giovani. Greenfield sostiene che siti come Facebook, Bebo e Twitter abituino a stimoli troppo rapidi per cui nella vita reale i ragazzi non riescono a mantenere alta l'attenzione.
Con tutto il rispetto per la luminare inglese, a noi il sospetto era già venuto da qualche tempo. Basta leggere un messaggio (farneticante e sconclusionato) della presidentessa Api per accorgersi che i suoi neuroni risultano già gravemente (e temiamo, irreparabilmente) danneggiati.
Qualcuno può suggerirci come curare la povera inferma?

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Rassegna Culturale Scuranese 2009




Cari amici, stamattina la vostra ApiDepress ha l'incontro desìato e altrettanto temuto con mr. l'Apisindaco per la RCS09.
Il mezzo di locomozione, per l'occasione, sarà questo splendido ApeCar con autista, l'ApiVladdog Rodolfo Valentino il Lagotto, che in marsina fa la sua porca figura.
GinaGuendalina, Natasha e Washington Tarsio staranno nel cassone vestiti alla Blues Bros, per difendermi dagli attacchi degli ormai innumerevoli fanz.

Con l'occasione, indìco un concorso: troviamo una frase carina, o un aforisma che diventerà da quest'anno il simbolo delle Rassegne???????? magari anche un logo.

Per farmi coraggio mi posto due tra le mie canzoni preferite:



e

http://www.youtube.com/watch?v=dlsfYDj2HWA
Nightshifts, Commodores


e... che fifa.

lunedì 23 febbraio 2009

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Uno strano odore nell'aria

C'è una strana foschia nell'aria, e una puzza che non riesco a definire: i contorni degli edifici che altre mattine dal mio balcone riesco a vedere con nitidezza, oggi sembrano tremolare, nella luce grigia di questo inizio di mattino. Lo chiamano smog. Se piove tutto bene, ma se non cade l'acqua dal cielo per qualche giorno è impossibile lavare via dall'aria che respiri questa presenza venefica.

Scendo per andare al centro commerciale di Sesto. Il transessuale sudamericano dai lunghi capelli biondi (colore di una scopa di saggina, mi pare) è affacciato alla sua finestra proprio sopra il Bar Reia, un bar gestito da peruviani o boliviani, non saprei: sulle vetrate scritte in spagnolo pubblicizzano i loro piatti tipici, ma ricordo solo arroz, riso. Di fronte c'è la bottega di un altro sudamericano, che ha le vetrine piene di pacchetti di farina di manioca e altre robe dei loro paesi: ogni giorno che passo, c'è un camion che scarica merce. Un uomo di colore, troppo anziano per fare il facchino, carica dei sacchi di non so cosa su un carrellino, e si infila in un portone, di fianco al negozio.

Prendo la metropolitana: è sabato mattina, e le carrozze sono deserte. Qualche ragazzo che forse ha saltato la scuola; di fronte a me una signora anziana che ascolta musica da un lettore mp3; sulla sinistra un tizio che legge con attenzione Il sole 24 ore, e io che li osservo. Alla fermata scendo e aspetto venti secondi che arrivi l'autobus: altri cinque minuti e sono in piedi ad aspettare il tram. La giornata adesso è luminosa, il cielo azzurro: il tram è lunghissimo, e vuoto, molti pensionati, un paio di ragazzi che scendono alla fermata prima della mia. O meglio, sono io che scendo, sbagliando, alla fermata dopo la loro, che avrebbe dovuto essere anche la mia, ma io sono nuovo di queste parti, e non sono pratico di distanze e di fermate.E allora mi tocca camminare un po' a piedi: le strade sono larghe, le auto sfrecciano, ma davanti ai semafori siamo tutti uguali, io e loro, una volta mi fermo io, una volta si fermano loro. Poi lo vedo, davanti a me: immenso, scintillante, gonfio di vetri e di colori, il centro commerciale mi invita a entrare. Ma non è di questo che voglio parlare.

Al ritorno sono ancora alla fermata dell'autobus, per tornare a casa: salgo dalla porta posteriore, come mi hanno insegnato i miei avi, e subito un puzzo di sudore e di sigarette mi investe l'odorato. Dritto davanti alla porta c'è un tale, piccolo, la barba incolta, i baffi, un cappellino e un giubbottino sporchi, un sacchetto grigio di sporcizia in mano. Faccio pochi passi avanti, verso la macchinetta per convalidare l'abbonamento: la puzza c'è ancora, ha impestato un autobus, penso con disgusto tra me e me. Ma ce ne è un altro, seduto alla mia destra: stesso sguardo, stessi baffi, uno zainetto a tracolla. Tra i due sembra il capo, perchè quando alla fermata successiva scende l'altro lo segue, a distanza: adesso possiamo respirare. Incrociano una ragazza nel loro cammino: quello davanti fa uno strano sorriso, forse il ricordo piacevole di tempi migliori.

La stessa puzza, la stessa miseria nello sguardo di quel tale che stamattina suonava l'armonica a bocca in metropolitana: vestito di scuro, occhiali e barba lunga, dopo aver suonato non so che diamine di canzone si è aggirato tra noi indifferenti brandendo una tazza e un foglio di carta protetto da una busta trasparente. Non ho fatto in tempo a leggere cosa ci fosse scritto: forse una richiesta di pensione, forse una domanda al sindaco.

E' sceso alla mia stessa fermata: l'ho superato agilmente perché camminava con fatica, la schiena curva, la mano che cercava sostegno sui muri affollati di cartelloni pubblicitari: mi è sembrato che avesse difficoltà a muovere le gambe, sembrava trascinarle, sulle spalle uno zaino verde scuro in cui mi è sembrato intravedere il contorno circolare di una tazza, o di una bottiglia.

E poi sono tornato alla luce, verso la fermata dell'autobus: che era già lì e sembrava aspettarmi, e io mi sono messo a correre perchè temevo che andasse via senza imbarcarmi.

Ma non ho proprio il fisico per una corsa in quest'aria fredda.

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Sempre per i sardi di MakiTeVole

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Samantha, la gatta di Maria

Samantha la micia di Maria NON è bianca e nera.
questa è una sua foto molto recente, ripresa mentre guarda la sua padroncina che fa bungee jumping dalla parabola condominiale.
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'a siminzina - cantata da Rosa Balistreri



Dedicata a Maria e a Xenia.
E pure ad Api.


'a siminzina

Vo e alarivò ora veni lu patri to
e ti porta la siminzina
la rosa marina e lu basilicò
e ti porta la siminzina
la rosa marina e lu basilicò

o figlia mia lu santu passau
e di la bedda mi nni spiau
e ju ci dissi la bedda durmia
e dormi figghia di l'arma mia

vo vo vo dormi figlia e fai la vo
vo vo vo dormi figlia e fai la vo
e fai la vo e fai la vo

Traduzione:

ninna nanna, ora arriva tuo padre,
ti porta la semenza,
la rosa marina e il basilico.

O figlia mia, il santo è passato
e mi ha chiesto della bella,
io gli ho detto che la bella dormiva,
e dormi, figlia dell'anima mia.

oh, dormi figlia e fai la nanna
oh, dormi figlia e fai la nanna
e fai la nanna e fai la nanna

(foto tratta da www.rosabalistreri.it)
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Lo so io perché




Buona giornata a tutti, in particolare ai sardi di MKTV.
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O sole miooooooo






Sono fuori dal tunnel-lel.lel del divertimento-o-o-o!
http://www.youtube.com/watch?v=sSSKhEkqNdE

domenica 22 febbraio 2009

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Piccola posta - I lettori ci scrivono

Riceviamo e pubblichiamo da una nostra gentile lettrice, D.D.T., da Formentera del Friuli:

Caro staff di Ma Ki Te Vole,
è da molto tempo che pensavo di scrivervi, e oggi finalmente l'ho fatto. Volevo ringraziarvi per la compagnia che mi tenete ogni giorno con i vostri post sempre intelligenti e mai banali. Sono la vedova di un pensionato delle ferrovie, e oltre a voi non ho nessuno con cui poter parlare. Mio marito è morto in una trattoria di Lanzichenecco del Reno, un giorno di settembre del 1986: fu ritrovato sotto un tavolino dai camerieri che stavano sparecchiando i tavoli e si apprestavano a pulire il locale per l'indomani. Il proprietario della trattoria, che aveva pensato che fosse scappato senza pagare il conto, lo aveva denunciato ai carabinieri.
Purtroppo, se si fosse intervenuti in tempi accettabili, forse mio marito a quest'ora sarebbe ancora al mio fianco, carezzandomi la coscia e lasciando scivolare la sua mano rugosa sotto il mio pannolone (sapete, sono incontinente da quando, mangiando un risotto al leprotto, inghiottii un osso di tredici centimetri sfuggito al cuoco).
Vi dico soltanto, prima di concludere, che ci fate tanto, tanto ridere. Scusate se non mi firmo con il mio nome, ma ho fatto per tanti anni la cassiera del cinema porno, e la gente in paese mi conosce molto bene.
Una vostra affezionata lettrice
Salmonella 1932
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Solitudine domenicale

Ero al Castello Sforzesco a fare qualche foto, tra un gruppo di giapponesi e uno di tedeschi, stando attento a non farmi investire da veloci atleti impegnati nello jogging che dribblavano cani e biciclette. Ho notato questa ragazza: l'ho vista in volto, gli occhi azzurri, la pelle chiara, e mentre camminavo, per un lungo pezzo, è rimasta ferma in questa posizione, da sola, lo sguardo perso sull'antico fossato in cui cresce verde l'erba su cui giocano e riposano i gatti del castello.
Ho cercato di capire cosa la trattenesse lì: un appuntamento, forse? Poi ho notato la busta ai suoi piedi, e credo di avere capito, di avere immaginato, che oggi fosse il suo giorno di libertà dal lavoro, forse badante, forse baby sitter, e che in quel sacchetto ci fosse il suo pranzo domenicale, da consumare forse su una panchina in compagnia di qualche altra donna come lei, immigrata come lei, solitaria come lei.
E forse quell'erba e quei gatti le ricordavano l'erba e i gatti che ha lasciato a casa sua, al suo paese, lontano.

sabato 21 febbraio 2009

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Palcoscenico - Sabato teatrale su Ma Ki Te Vole / 4

Una piccola trattoria all'antica. Otto tavolini tondi coperti da una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Un coperto per tavolo: una trattoria per uomini soli. Al centro di ogni tavolo, una candela accesa. Sul fondo un quadro che rappresenta una trota appena pescata. I tavoli sono disposti in fila, uno dopo l'altro. Al secondo da destra, apparecchiato invece per due, siede un uomo calvo: dà le spalle al quadro, e piange in silenzio. Davanti a sè ha un piatto, nel quale ogni tanto infila svogliatamente una forchetta, poi si soffia rumorosamente il naso. Continua così per tre volte, finchè entra il cameriere.

C - Il signore ha chiamato?
U - Sì, ha chiamato la mia povera moglie!
C - Quando è successo?
U - Tra il risotto e il leprotto...
C - Qualcosa non andava?
U - E' successo tutto all'improvviso!
C - Le porto il conto?
U - Badi che ho la tessera del dopolavoro ferroviario!

Il cameriere raccoglie i piatti dal tavolo e ritorna da dove è venuto. L'uomo calvo rutta rumorosamente e si nasconde sotto il tavolino.
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Il giorno della civetta

In queste mattine, nel tragitto verso il lavoro, ho avuto modo di godere dell'ascolto de "Il giorno della civetta", romanzo breve o racconto lungo di Leonardo Sciascia, letto da Toni Servillo nell'ambito della benemerita trasmissione di radio3 Ad alta voce (se ve lo siete perso trovate tutte le puntate), in cui classici della letteratura mondiale vengono riadattati per essere proposti radiofonicamente, letti (anzi, interpretati) da attori e personaggi famosi.
Credo fosse mercoledì quando la voce narrante è arrivata al punto fatidico dell'interrogatorio di don Mariano Arena da parte del capitano Bellodi, ufficiale parmense dei carabinieri assegnato al remoto paese siculo di S., dove indaga su alcuni fatti criminosi che coinvolgono perfino personaggi insospettabili.

«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre... [...]»

Io non so se questa pentapartizione sia ancora valida e soprattutto se sia rappresentativa dell'Italia di oggi: ma non credo di farmi un vanto, nè un torto, se vi dico che la mia condizione attuale è quella di ominicchio.
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Strane sensazioni

Corri di qua e di là, freneticamente. Durante la settimana gli impegni si moltiplicano e ti fanno sperare di arrivare alla domenica nel più breve tempo possibile.
E arriva il momento della riflessione. Ti rendi conto che tutto è un polverone che, agitato dal vento, sovrasta ogni cosa rendendola indistinguibile. Allora cerchi di scorgere quel poco che puoi. Ma cos'è? Non lo sai.
Allora guardi dentro te stesso e ti accorgi che non hai più voglia di cose futili, frivole. Cerchi qualcosa di più forte, di più importante, non ti accontenti più. Cerchi qualcosa che dia un senso ai sentimenti che hai dentro. Senti che hai voglia di intensità.
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La prossima, Marco Terenzi

la prossima

La prossima sarà buona e morbida e adorerà farsi il bagno con le paperelle come una bambina anziché la doccia come una che sa il fatto suo. La prossima avrà i capelli rossi e lunghi, gli occhi marroni e la pelle bianca e si vergognerà delle sue lentiggini. La prossima sarà nata povera ma cresciuta nobile e s'arrabbierà se non la accarezzo abbastanza. La prossima vivrà in una grande città del Nord, dove c'è spesso nebbia, la gente sorride perché è educata e poi non gli interessi anche se piangi. La prossima avrà anche un bel paio di tette morbide su cui addormentarsi in un letto sfatto e si vestirà spesso con delle lunghe gonne che la faranno somigliare a una puttana triste di White Chapel. La prossima fumerà troppe sigarette ma io riuscirò a farla smettere baciandola. La prossima non mi lascerà dormire la mattina perché vuole che lo facciamo ancora e allora mi farà il verso della mosca ridendo come una scema. La prossima guiderà la sua Punto cosparsa di stupidi adesivi da adolescente come se fosse un bolide incontrollabile e s'incazzerà a morte quando manderò avanti le tracce del suo cd preferito. La prossima mi guarderà da dietro lo specchietto non appena con la macchina starò lasciando il cortile della sua minuscola casa alla periferia di una città cattiva. La prossima sarà in fondo al cuore triste e infelice ma me lo nasconderà finché ce la farà per non farmi star male. La prossima uscirà nuda dalla doccia profumata come una fata del bosco e l'asciugamano arrotolato sulla testa mentre mi scoppierà a ridere in faccia perché la sto fissando. La prossima sarà gelosa quando riceverò troppe email e non mi crederà quando le dirò che sono stato a letto solo con quattro ragazze. La prossima mi presenterà ai suoi amici come un principe e mi tratterà come il suo guanciale. Poi litigheremo, ci lasceremo e io scriverò questa cosa fingendo che stia per arrivare quando già se ne è andata ed è la mia ex.

quasiscrive.blogspot.com

http://www.youtube.com/watch?v=3EXRPxC-5bE


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Salvatore Borsellino continua a lottare: io sto con lui.


Ho chiesto l'amicizia a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.
Ho ricevuto questa risposta, da lui, vorrei trasmetterla a voi tutti:

Cara Pia, certo che possiamo diventare amici e intanto ti do il benvenuto tra i miei compagni di lotta per la GIUSTIZIA e per la LIBERTA' .
Per il 19 luglio di quest'anno, sarà una domenica, come 17 anni fa, sto organizzando qualcosa che impedisca a queglii sciacalli che occupano le nostre Istituzioni e ogni anno arrivano in via D'Amelio a fingere cordoglio ed assicurarsi così che Paolo sia veramente morto, di ripetere i loro riti di morte.
Grideremo loro di andare a mettere le loro corone funebri sulla tomba di Mangano, è quello il "loro" eroe.
Spero che saremo in tanti, e tutti con una agenda rossa in mano per ricordare i misteri che ancora pesano su Via D'Amelio, i processi che vengono bloccati appena arrivano a toccare gli "intoccabili", i mandanti di quelle stragi.
Da Via D'Amelio, con quell'agenda in mano, andremo al Castello Utveggio, il posto dal quale una mano, che non era la mano di un mafioso ma di chi con la mafia ha stretto un patto scellerato, ha inviato il comando che ha fatto a pezzi Paolo e la sua scorta.
Un giorno della nostra vita per Paolo e i suoi ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per noi.
Sarà il giorno di inizio della nostra RESISTENZA,
una RESISTENZA che sarà fatta di azioni e non solo di parole,
una RESISTENZA che ci farà riappropriare del nostro paese e del nostro futuro

A presto

Salvatore
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Perché Sanremo è Sanremo!



Be'... ragazzi, cosa vi devo dire: a me quest'anno Sanremo sta piacendo proprio e ho anche provato un paio di colpi di fulmine per canzoni che mi sono entrate all'istante sotto la pelle.

Lo so, sto diventando una babbiona, non ditemelo, ma:
bella la scenografia;
bravo Bonolis (che in genere mi sta sulle palle) - a parte Laurenti, che non apprezzo particolarmente;
bravissimi i cantanti;
ospiti interessanti e un vago sentore, comunque, di cultura e, allo stesso tempo, vero divertimento.

Mi è perfino piaciuto Povia, nonostante la sua canzone abbia un testo riduttivo e imbarazzante, per la carica emotiva, l'energia e la coerenza.
http://www.youtube.com/watch?v=1STPQAU3QCk

Le due canzoni che mi sono entrate sotto la pelle:

Alexia-Mario Lavezzi, Biancaneve, un connubio perfetto tra i due cantanti, nonostante un Teocoli modello Blues Brother, francamente imbarazzante, al solito.
http://www.youtube.com/watch?v=ImFSHb0njNo

Sal da Vinci, Non riesco a farti innamorare di te, con un D'Alessio che mi ha lasciato senza parole.
http://www.youtube.com/watch?v=ON4B_kvh_0w

Rimango perplessa su Al Bano e Iva Zanicchi, sulla quale ho scritto una microrecensione su Faccialibro, sulla Bacheca di un amico, che sono lieta di riportarvi qui:

Iva Zanicchi nasce una sessantina di anni fa a Lingonchio, in provincia di R.E.
Appena nata la chiamarono IGE, quando l'Ige venne sostituita dall'Imposta sul Valore Aggiunto, papà e mamma dovettero cambiarle il nome in IVA.
Per il nasino delizioso fu soprannominata l'Aquila di Ligonchio e per questa ragione, grazie allo stipendio da conduttrice di 'Il prezzo è giusto!' ha trovato il modo di segarne un ettaro e ora fa la sua porca figura.
Memorabili le canzoni Zero in amore, Come ti vorrei, Accarezzami amore, Non pensare a me, Due grosse lacrime bianche e Amore Amor. E questo solo negli anni '60.
Lasciando perdere il trentennio successivo, la nostra Iva ha scritto un libro di ENORME SUCCESSO, Polenta di castagne, ha condotto vari programmi e lavorato per noi al Parlamento Europeo.
Ora è ritornata alla grande, a Sanremo, liftata e caschettata con mess bionde, con Ti voglio senza amore, toccante canzone di una vecchietta che vuole solo trombare.
(Fonte: Piapedia, febbraio 2009).

venerdì 20 febbraio 2009

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scusate, problema tecnico

Non ricevo la posta.
Su Facebook sto indagando su dove sia finito Soru per chiedergli spiegazioni (tiscali), ma è introvabile.

Mi dispiace!!!!
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infine, per le signore del blog...

un anticipo di estate:






e altro... per risollevare il morale provato da freddo e batoste varie.
http://www.youtube.com/watch?v=enGcJfSCSCI
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women in art



Ma quanto è bello?
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Almina Madau, un'altra amica Facebook

In sa vida coizende

Abarro debadas
chirchende siddados
costuidos in terras anzenas,
in cunzados,
ammuntados....
coizende totu sos trainos,
inue aia potidu buffare,
sos chelos pintados
a su manzanu,
sos frores in sa caminera,

diligos,
lughidos de sole.
Atesu abbaido e chirco.
E s’aera est
innoghe.
In fora de lacanas...
M’inghiriat.


Pintaparaulas (Almina)

Colonna di questa poesia è
La cura di Franco Battiato

http://www.youtube.com/watch?v=_IldsVLoXLk

Chiedo un parere ai sardi del blog e possibilmente una traduzione... in italiano.
L'autrice è comunque disponibile a scherzare, concedendo anche a noi, che sardi non siamo, di tradurla a modo nostro...


e poi... aggiungo di mia iniziativa questa canzone meravigliosa:
http://www.youtube.com/watch?v=nU4BiUJYgks

ciao, Pierangelo.
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Evy!



Oggi vi presento un'amica: EVY!
Nata a Squinzano in provincia di Lecce, un passato come tastierista e corista reggae e ska con "Tremende", "Radici nel cemento", "Nidi d'Arac", "Papa Ricky", corista del gruppo cover "Zodiac", e tanto tanto ma tanto altro.
Ha remixato due brani del gruppo spagnolo "Dwomo".
Innamorata degli anni sessanta e settanta per tutto ciò che riguarda musica, cinema, design, moda, costume e libri di cucina, è rimasta folgorata dal prezioso patrimonio di compositori italiani di colonne sonore, primi tra tutti i maestri Piero Umiliani e Piero Piccioni.
Evy! scrive parole, musica e arrangiamenti, lavorando con svariati software, in accordo con la sua naturale propensione per tutta l'elettronica, in particolare la "laptop music".
Di stampo più propriamente elettronico è infatti l'altro progetto solo strumentale in duo con il produttore $5man, "Lord Sinclair"
Da un paio di anni presente in rete su my space, tiene un blog molto seguito e come blogger è stata invitata a scrivere una sua testimonianza sul social networking all’interno del libro Nova Fb del Sole 24 ore.
Bene... ho scoperto che mi piace come scrive ... e vi propongo un suo pensiero.
Ho riletto alcune mie pagine targate novantanove.
Gli anni con il nove sono cruciali in quanto a cambiamenti, di quelli epocali.
Con questo pensiero ho affrontato il mio primo volo.
Mi ero privata fino ad oggi di qualsiasi meta (compreso il rientro in terra natia) che necessitasse di trasbordo aereo.
Arriva un momento per tutto.
In modo naturale.
Bologna-Barcellona, un'ora e poco più.
Sono stata in grado di tenere a bada un'ansia che credevo mi avrebbe macerato. Invece, chissà, forse anche per effetto delle verticali, altra conquista dell'ultima ora, io ho tirato il mo piccolo trolley fino all'imbarco, sono salita su quella scaletta, ho salutato le hostess, ho preso posto accanto al finestrino, sorridevo alla mia amica che mi parlava descrivendo quello che avremmo sentito, l'aereo ha cominciato a correre, "Ecco ecco Evy si stacca" e mentre obliqua sentivo la mia testa come piena di liquido in assenza di gravità, ho cominciato a piangere lacrime lunghissime e silenziose, e ho pensato che non me ne fregava niente, ed ero sopra la nostra scuola estiva, ero sopra l'Ippodromo, ero sopra casa mia, come quando li sento passare e sono seduta al computer, ero sopra Bologna rossa e piccola, e non sapevo riconoscere niente, e le macchine erano macchinine, e l'autostrada era la pista polystil, e io piangevo, amore, piangevo, piangevo di lasciarti, che non ti ho mai avuto, e non mi importava niente, e guardavo le eliche del motore che giravano fortissime e pensavo agli uccelli che possono entrarci dentro, e vedevo le nuvole grasse e succulente e le montagne innevate e il mare immobile, e noi fermi, "Anna perché ci siamo fermati, sembriamo fermi, Anna".
E dopo, in un flusso di pensieri non pensieri, ero in assestamento con l'elemento panciuto che ci conteneva, ero con quella gente festosa e tranquilla, in vacanza, tranne la signora ricca e rifatta che andava a farsi il tagliando agli occhi in una famosissima clinica barcellonese.Ho visto le case con piscina e le verdi terre spagnole molto presto, ed è stato bellissimo sentirle avvicinarsi a me, e avevo smesso di piangere, e quando qualche idiota ha tentato l'applauso ho pensato che se fossi il pilota uscirei dalla cabina e mi incavolerei.
Il resto è stato arrivare a Barcellona in pullman e cominciare tacitamente d'accordo, io e lei, a leggere ad alta voce qualunque insegna luminosa contenesse parole in lingua, tutto, ma proprio tutto, e siamo scoppiate a ridere quando ho detto che in terra straniera si comincia a regredire così.Ho discusso con il taxista, ci ha lasciato nel posto sbagliato, ho suonato ad un campanello che apparentemente corrispondeva al numero del mio amico e sentendo una voce maschile ho cominciato ad aggredirlo in quel modo scherzoso che possiamo permetterci io e lui, solo che avevo sbagliato condominio.
Sono in una casa bellissima, tutto è bambagia, sono una principessa, ora vado a vedere cosa succede oggi in questa città dove la massima è di diciassette gradi.
(Evy Arnesano)
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Kiss the rain, Billie Myers





Hello
Can you hear me?
Am I gettin' through to you?
Hello
Is it late there?

There's a laughter on the line
Are you sure you're there alone?
Cause I'm Tryin' to explain
Somethin's wrong
Ya just don't sound the same
Why don't you
Why don't you
Go outside
Go outside
Kiss the rain
Whenever you need me
Kiss the rain
Whenever I'm gone, too long.
If your lips
Feel lonely and thirsty
Kiss the rain
And wait for the dawn.
Keep in mind
We're under the same sky
And the nights
As empty for me, as for you
If ya feel
You can't wait till morinin'
Kiss the rain
Kiss the rain
Kiss the rain
Hello
Do you miss me?
I hear you say you do
But not the way I'm missin' you
What's new?
How's the weather?
Is it stormy where you are?
Cause I'm so close but it feels like you're so far
Oh would it mean anything
If you knew
What I'm left imagining
In my mind
In my mind
Would you go
Would you go
Kiss the rain
And you'd fall over me
Think of me
Think of me
Think of me
Only me
Kiss the rain
Whenever I'm gone too long
If your lips
Feel lonely and thirsty
Kiss the rain
And wait for the dawn
Keep in mind
We're under the same skies
And the nights
As empty for me, as for you
If you feel
You can't wait till morning
Kiss the rain
Kiss the rain
Kiss the rain
Kiss the rain
Kiss the rain
Oooooohhhhh
Kiss the rain
Oooooohhhhh
Kiss the rain
Hello
Can ya hear me?
Can ya hear me?
Can ya hear me?

http://www.youtube.com/watch?v=1MibKBAnjhU

giovedì 19 febbraio 2009

3

Abituarsi al freddo

Al freddo ci si comincia ad abituare, se al mattino si trova anche un bel cielo azzurro in cui il sole splende insolitamente neutro, negando quel tepore che sarebbe logico attendersi da un concentrato simile di reazioni nucleari. Un interessante indicatore del grado di temperatura toccato dalla colonnina di mercurio, come dicono nei servizi dei telegiornali che raccontano l'Italia nella morsa del gelo, un interessante indicatore è quello costituito dagli sputi che fanno bella mostra di sé sui grigi marciapiedi milanesi, alcuni bianchi, ampi e gonfi, altri giallastri, mucosi e smorti: è un bell'esercizio lo slalom mattutino tra le macchie di saliva e le cacche di cane, mentre ti affretti a correre verso la stazione della metropolitana per il tuo consueto tuffo nell'umanità che si disperde nella periferia nord del capoluogo. Ti ritrovi stretto alla barra di freddo acciaio senza neanche il conforto di un accompagnamento musicale, perchè il lettore mp3 ha le pile scariche, e i mendicanti suonatori salgono solo nelle stazioni del centro città: lui con un giaccone a scacchi che suona la fisarmonica, mentre la giovane moglie (si usa ancora il matrimonio?) cammina tra i passeggeri, un fazzoletto verde le raccoglie i capelli sulla nuca, con un bambino di pochi mesi in braccio e il consueto cartoccio per le offerte. Tutti e due hanno forse vent'anni, e non sono molto alti: chissà il figlio come sarà.

Pochi secondi e poi via verso altri sguardi, in un rapido esci ed entra, dall'ultima porta dell'ultima carrozza alla prima porta della penultima carrozza: disagevole sì, ma tante volte fortuna vuole che la carrozza sia un lungo, affollato serpentone metallico (una carrozza al posto di tre, per intenderci), ed è uno spettacolo ammirare, in piedi dal fondo, le spalle che danno verso il nulla delle rotaie che la metro si lascia alle spalle, come questo essere a sangue freddo affronti le curve sotterranee, con armonia e decisione soprattutto. Non fai in tempo a finire di fantasticare su una storia in cui un serpente si muove davvero nelle viscere di Milano mangiando pendolari e studenti che sale un'altra zingarella, una giacchetta di lana, una gonna ampia, scarpe da ginnastica, che attraversa da parte a parte la carrozza, si dirige verso il fondo e comincia a recitare con voce monotona:

Sono una madre di due bambini

Sono senza lavoro

Senza mangiare, senza vestiti:

Datemi vi prego qualcosa da mangiare

etc. etc.

E' la stessa dell'altra volta, non c'è dubbio, dice sempre le stesse cose, chissà se lei stessa almeno ci crede, alle cose che urla.

Ma pochi le prestano attenzione: chi legge un libro, come quel signore seduto davanti a voi con barba e occhiali, ha in mano un dizionarietto tascabile, legge e quando trova qualche parola nuova la annota in fondo al libro, dove ci sono quelle pagine bianche tra la parola Fine e la copertina con la foto dell'autore, le pagine sono piene zeppe di parole scritte a penna ed è ancora a metà libro, o ha cominciato da poco a studiare quella lingua o ha una pessima memoria, chissà, chissà come fa a leggere mentre quel ragazzo appena uscito da scuola ascolta musica ad altissimo volume nelle sue orecchie, si sente l'eco in ogni posto, più forte dello stridere dei freni sulle rotaie, delle porte che si aprono, la voce femminile che annuncia la stazione, finalmente la vostra, qui si scende e si cambia linea, si prende la rossa che lascia più vicini a casa.

Un signore con un cappotto nero e un largo cappello nero, tipo Borsalino, si avvicina, vuole sapere se è la direzione giusta per andare verso Sesto o se ha sbagliato banchina: può stare tranquillo, si va a Sesto, è scritto anche sul tabellone là in fondo. Lui sorride, chissà perchè, poi ti molla una pacca affettuosa sulla spalla destra, e si allontana con la sua valigetta.

Quando arrivi a destinazione, e scendi in fretta e percorri il marciapiedi verso l'uscita, finalmente verso il sole e la luce, alla tua destra i cartelloni dei film in uscita o delle bellezze della Siria, guardi alla tua sinistra, e dentro la terza carrozza lo trovi seduto, tutto serio: chissà a cosa sta pensando.

Tu inizi a pensare a cosa cucinare per il pranzo.

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Appello all'Europa.



Al di là delle simpatie personali.
0

Per chi...

... non capisse lo strano silenzio di Apidepress.

Sono in sciopero di mutismo per qualche ora ancora (avevo detto una settimana, ma siate clementi, suvvia), poi esploderò con tutta la mia energia.

Leggetevi questo articolo... sta per arrivare il Principe Azzurro a risvegliare la nostra
'Povera Italia??

http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_19/ufo_casi_italiani_vanetti_edc516ee-fe4b-11dd-9a41-00144f02aabc.shtml


e poi:




Per chi non avesse capito: IO CI CREDO.
0

chissà se ha diritto di voto, questa grande donna!

RONCADE (Treviso) - Una donna ha investito con l'auto un bambino di 9 anni che attraversava la strada e se ne è andata senza prestare soccorso. Poi però ci ha ripensato ed è tornata indietro per chiedere il risarcimento dei danni alla vettura ai genitori della piccola vittima


http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_18/investimento_chiede_danni_97408f14-fdc0-11dd-aa50-00144f02aabc.shtml

mercoledì 18 febbraio 2009

martedì 17 febbraio 2009

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Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

ATENE 461 a.C

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.
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Do' inizio alla settimana della risata. Basta.

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non posso parlare.

ridere sì, però.

lunedì 16 febbraio 2009

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Questo fa male.




Ma ci vuole.
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Voglia di estate...


Questo splendido esemplare di corvo albino ligure mi fa pensare all'estate...
FORZA SORUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
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Grande Fiorello.




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Intervista a A.P. Fantoni, la nostra Api




D - Se nessuno ti conoscesse, come ti presenteresti?
R - Beh, dipende dal contesto: in genere come Anna Pia Fantoni. O, se mi presento come mamma o moglie, Anna Pia Simonetti. O se, mi presento come autora, A.P. Fantoni.

D - Ti potresti descrivere con tre qualità ed un difetto?
R - Aaaaaaaaargh. Che domandina. Generosa, Open-minded, buona. Un difetto?????? Uno solo? Io sono la regina dei difetti. Troppo sensibile. E davvero TROPPO. Sono rimasta la bambina che piangeva facendo un massaggio cardiaco a un pipistrello morente, e questo mi rovina in tutto: amicizie, amore, vita di tutti i giorni.

D - Da quello che è emerso leggendo mktv, hai preso le distanze da un certo mondo della tua città. Perché?
R - Perché non mi interessano le amicizie in branco, soprattutto quando il branco parla solo di vestiti viaggi scuole private.

D - Si legge che tu conosca molte lingue straniere: come mai una ragioniera conosce così tante lingue?
R - La ragioniera conosce tante lingue perché ha imparato l'inglese (o meglio, l'americano) qui a Scurano grazie al mio amico di famiglia che viveva negli States e d'estate portava qui un sacco di amici del college. Il francese, studiato a scuola (ma bene). Il tedesco perché sono andata a vivere in Austria da sola per una mese, lo spagnolo (un po') perché sono curiosa e mi fa ridere, il russo perché l'ho studiato tramite l'associazione Italia-Urss, solo che non l'ho mai più praticato. Non ho mai lavorato nel settore amministrativo, solo nel commerciale (uff. esteri). Non so nemmeno che dichiarazione dei redditi fatto. Sono in forfettaria, ci pensa il mio commercialista, Dio lo Benedica.

D - I tuoi interessi quali sono?
R - Cultura, Scrittura, Lettura, Volontariato, Cani, Nani.

D - Veniamo alla scrittrice. Come hai iniziato a scrivere?
R - Scrivo da quando ero ragazzina. Ho iniziato grazie a un mio amico che, quando ha saputo che traducevo e correggevo bozze, mi ha dato il 'la'. A volte, come dice Paolo di Stefano, scrivere è davvero un'urgenza. Mi piombano scene di fronte agli occhi, devo descriverle, non penso ad altro, poi da lì i personaggi partono da soli. Il libro più bello che ho scritto è 'Siamo Tutti Soli', in attesa paziente di editore. Poi c'è quello che sto redando, ma non mi convince del tutto. Poi c'è il seguito di quello che sto redando, ma quello se ne sta al caludccio sul disco fisso. Poi c'è il seguito di STS... ma mi sono incastrata con uno stronzo di assassino che detesto.

D - Vedi la scrittura come passione o come futura professione?
R - Passione, a meno che non trovi editori che mi fanno decollare, cosa che spero. Sono molto fiera, però, delle mie 400 copie. In una situazione come questa, sono un ottimo risultato.

D - Tu sei presente in rete in maniera massiccia: blog, fb, forum. Perché?
R - Buona domanda. Può sembrare una perdita o una dispersione di energie. Non è così. Mi sto facendo conoscere e stimare, sto entrando in contatto proprio con editori che via mail non mi avrebbero filato di pezza. Sto imparando a muovermi nel settore, conoscendo altri autori. Per dirvene una, sto organizzando la Rassegna Culturale Scuranese 2009 e da qui sta scaturendo un'iniziativa con un poeta-artista che, invece, dirotteremo sulla Scuola di Scurano, a rischio di chiusura o quasi. Un evento al quale, forse, parteciperà un sacco di gente, stampa compresa. Per dare evidenza alla nostra piccola scuolina... da cosa nasce cosa. E ritorniamo nel volontariato.

D - Gigi Marzullo potrebbe chiederti: I sogni cambiano la nostra vita o la vita fa cambiare i nostri sogni?
R - La vita fa cambiare i nostri sogni. Ultimamente faccio troppi incubi e non mi piace. Sono preoccupata per la mia esistenza e quella dei miei figli, spero che passi. I sogni cambiano la nostra vita: se non avessi scritto e pubblicato THT non sarei mai entrata nel forum 'Leggere e Scrivere' e.... MaKiTeVole non sarebbe mai nato. Noi non ci saremmo mai conosciuti. Bello, no?

D - Meglio una brutta verità o una bella bugia?
R - Una bella bugia, se ci si vuole credere. Altrimenti meglio una badilata nei denti. Poi si riparte.

D - Riflessiva o istintiva?
R - Sagittario, segno di fuoco. Troppo istintiva. Tutte le volte, però, che ho cercato di essere razionale, ho fatto sciocchezze. Il mio istinto ha sempre ragione.

D - Testa o cuore?
R - CUOREEEEEEEEEE.

D - In ordine alfabetico: altruismo, amicizia, amore. Che ordine daresti a queste parole?
R - Amore. Provo amore anche per gli amici. Il mio altruismo è dettato dall'amore, in tutti i campi.

D - Quando pensi di farci leggere il prossimo libro?
R - Quando lo pubblicherò...

D - Guarda verso il tuo futuro. Cosa vedi?
R - Gioia e la realizzazione dei miei sogni.


Ed ora le risposte alle domande dei nostri amici.

maxbury:
D - mmmh..., mi dica, la vita é un sogno, o..., i sogni aiutano a vivere?
R - La vita NON è un sogno, i sogni nel cassetto, a volte, aiutano a vivere, invece.
D - Pia, ti piacerebbe avere un figlio gay?
R - Domanda bastarda. Ne abbiamo parlato a lungo in un post precedente. Bignamino della mia risposta: non faccio progetti sui miei figli. Se sceglieranno di amare persone dello stesso sesso, sarò loro vicina. Mi interessa che crescano onesti, poi... che diventino manager, idraulici stilisti o cantanti o gay... queste scelte spettano a loro e le rispetterò.

Xenia:
D - mi scusi signora Fantoni, maaa, il cineforum le piace davvero? o la pensa come Ugo il rag. Fantozzi qualche volta?
R - Adoro guardare film, ma sul divano in casa mia. Detesto i cinema., A volte mi capita di ronfare allegramente sul divano... chissà perché. Botte di sonno.

Socio Mik:
D - Dottoressa Fantoni, è vero che lei ritiene il socio Mik una persona fantastica?
R - Sì, è vero, a parte quando rompe i maroni cioè quasi sempre.

Holy Mary:
D - Forse te l'avranno già fatta in molti ma io credo di essermi persa la risposta: cosa ti ha spinto a scrivere? Un evento esterno, un moto interiore, altro?
R - Appena risposto: come dice il mio mentore, PDS: è un'urgenza, un bisogno che mi viene istintivamente. Nulla di razionale, purtroppo.


Sono a disposizione per altre domande, comunque...
Belle, belle, belle!
Bravo Ben.
Bravi tutti.

Grazie a te, Api, è stato un piacere.
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Saspens!!!!!!!



Il testo delle risposte di Api alle vostre domande è stato inviato al responsabile dell'intervista, mr. Ben, il quale, essendo uno dei soci lavoratori davvero, appena troverà il tempo lo posterà.

La vostra amata Api vi informa che, per l'occasione, ha abbandonato la consueta e amabile ritrosia e ha inviato una sua foto... in cui, stranamente, non sembra la sorella scema di Legolas ma una persona normale. anche un po' gnocca, per dire.

Alcune stralci delle mie risposte, così, per darvi da pensare.

Beh, dipende dal contesto.

Buona domanda. Può sembrare una perdita o una dispersione di energie. Non è così.

Noi non ci saremmo mai conosciuti.

Poi si riparte.

Il mio istinto ha sempre ragione.

Domanda bastarda.
Botte di sonno.


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Harden my heart, Quarterflash

Cryin' on the corner, waitin' in the rain
I swear I'll never, ever wait again
You gave me your word..but words for you are lies

Darlin' in my wildest dreams, I never thought I'd go
But it's time to let you know....oh...

I'm gonna harden my heart
I'm gonna swallow my tears
I'm gonna turn...and...leave you here.....

All of my life I've been waitin' in the rain
I've been waiting for a feeling...that never, ever came
It feels so close, but always disappears....

Darlin', in your wildest dreams, you never had a clue...
But it's time you got the news......oooo....

I'm gonna harden my heart
I'm gonna swallow my tears
I'm gonna harden my heart
I'm gonna swallow my tears
Harden my heart...harden my heart...
swallow my tears
I'm gonna harden my heart....





http://www.youtube.com/watch?v=du9iX7Zzgs8

domenica 15 febbraio 2009

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Per i nostri cari lettori: Intervista ad Api



La presidentessa di MaKiTeVole ha il piacere di rendersi disponibile per un'intervista che verrà postata nella giornata di domani.
L'intervistatore sarà il nostro ragioniere Ben, ma se volete potete postare qui sotto un paio di curiosità alle quali vorreste una risposta.
Mi raccomando, siate clementi (non mastella, ovvio).
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Per quei pochi che non conoscono il tedesco




La lingua tedesca è abbastanza semplice da imparare.
Una persona che conosce un po' di latino e di declinazioni si sentirà abbastanza sicura anche in Germania.
Questo è, per lo meno, quello che dicono gli insegnanti di tedesco durante la prima lezione...
Il primo passo è comprare un corso di tedesco, come l'eccellente edizione, pubblicata a Dortmund, che parla della tribù degli ottentotti (Hottentotten).
Il libro spiega che gli opossum (Beutelratten) vengono catturati e messi in ceste di vimini (Lattengitter) chiuse. Queste gabbie, in tedesco vengono chiamate Lattengitterkoffer; e se al loro interno vi è un opossum catturato, si chiamano Beutelrattenlattengitterkoffer.
Un giorno, gli ottentotti catturano un assassino (Attentäter) accusato di aver ucciso una delle madri (Mutter) degli ottentotti (Hottentottenmutter), madre di uno stupido e balbuziente (Stottertrottel).
Questo tipo di madre, in tedesco è chiamato Hottentottenstottertrottelmutter e il suo uccisore Hottentottenstottertrottelmutterattentäter.
Si deve sapere che quando gli ottentotti catturano un individuo, lo mettono nella cesta per gli opossum (Beutelrattenlattengitterkoffer).
Ma l'assassino riesce a fuggire: inizia la ricerca.
Dopo qualche tempo uno dei guerrieri va dal capo:
- Ho catturato l'assassino (Attentäter).
- Sì? Quale assassino? - chiede il capo.
- Beutelrattenlattengitterkofferattentäter. - risponde il guerriero.
- Cosa? L'assassino che è nella cesta dell'opossum fatta di vimini? - chiede il capo.
- Certo! - dice il guerriero - Hottentottenstottertrottelmutterattentäter (l'uccisore della mamma dell'ottentotto stupido e balbuziente).
- Ah... - dice il capo degli ottentotti - Fin dall'inizio avresti potuto dire che avevi catturato l'Hottentottenstottertrottelmutterbeutelrattenlattengitterkofferattentäter!
Come tutti possono vedere, il tedesco è una lingua facile e piacevole.

http://barzellette.dada.net/barzellette/scheda.shtml?c=1&j=2
9

Consiglio del giorno:

Oggi la vostra amatissima Presidentessa vi consiglia di entrare in questo blog, che abbiamo inserito tra gli amici:

http://blog.libero.it/Unalunadivetro/

Bellissimo!

sabato 14 febbraio 2009

23

E va bé, ridiamoci su...



Buonasera, buonasera; eccoci qua.
In questa nottata, al termine di questa giornata internazionalmente festeggiata, e dedicata al cippa-lippa, ai bacetti da cioccolatino (con gli aforismi dentro...), agli svolazzamenti del finto amore da centro commerciale, ma
noi che ci ridiamo su (e ridiamo seriamente), in mancanza della consueta piece teatrale del sabato sera, ora che i bimbi sono a nanna, osiamo rispondere a tale ineleganza e annunciamo i primi titoli di un lunghissimo elenco di 400 'pellicole' di una rassegna cinematografica che avrà corso in quarta serata. Titoli dalle tinte forti, dalle superfici scabre e dai reconditi significati che affondano le radici nell'immaginario collettivo e che possono indurre i più inesperti e sprovveduti (magari prevenuti...) a scandalizzarsi; noi che non lo siamo, ci si ride sopra ancora...

- 'Ben Dur'
- 'Tutti c.... per Mary'
- 'Biancaneve sotto i nani'

Venghino, signori venghino...


p.s.
Ho usato il plurale maiestatis
2

Sull'idiozia diffusa

Domanda: è morto il più cretino o si è salvato il più cretino?
Dilemmi dell'evoluzionismo.
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IO: APIDEPRESSISSIMA...



Voglio.
Esigo.
Un Post per il quale RIDERE, RIDERE, RIDERE E RIDERE.


Le mie fossette soffrono.

Ridiamo
Rdiamo
Ridiamo
ridiamo

dài. per favore.




per favoreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

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