martedì 17 marzo 2009

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Mik Kirk, P.I.

Beh, insomma, quando nel mio ufficio entra Nick Morelli i casi sono due: o le notizie sono buone o sono cattive. Quel giorno erano cattive, tanto per cambiare. Appena si fu seduto davanti a me ebbi la sensazione che stavo per ficcarmi in un guaio più grosso delle mie chiappe: il suo sorriso ebete me lo confermò. Intendiamoci, Nick è un bravo ragazzo, ma ha il vizio di sputare per terra ogni volta che gli pare. Parla di uno che gli ha fatto un torto? Sputa per terra. Parla di uno che ha visto per strada? Sputa per terra. Parla di uno che sputa per terra? Sputa per terra.
Torniamo a noi: l'affare che mi proponeva quel giorno era veramente grosso. Scortare un tir carico di cancellini di stoffa diretto dall'Austria alla Finlandia: un lavoretto facile facile, per uno come me, che aveva combattuto i russi a Kabul e aveva partecipato ai primi scontri con le truppe della federazione Ciclica.
Chiesi a Nick quale sarebbe stata la mia paga. Lui mi fissò per un istante e mi sorrise. Non ci sarebbe stata nessuna paga: il carico era diretto alle scuole elementari finlandesi. Senza di esso milioni di bambini scandinavi non avrebbero imparato nulla: le maestre non potevano più cancellare da giorni le loro lavagne, e le lezioni erano ferme a poche, confuse nozioni.
La mia paga sarebbe stata il loro sorriso, e quello delle loro maestre.
Guardai a lungo fisso negli occhi Nick Morelli: dopo dieci secondi sputai sulla mia scrivania, su una bolletta del telefono ancora da pagare.
Capì che era ora di andare via: e senza darmi la mano, in silenzio, si avviò verso la porta del mio ufficio.

7 commenti:

api ha detto...

ma che bastardo!
non ho parole.

Vlad ha detto...

però le maestre in qualche modo avrebbero potuto pagare...

xenia ha detto...

furbo, altro che bastardo! sapeva benissimo che le lavagne ora sono di materiale plastico e si usano solo pennarelli per scrivere.
vero Mik Kirk?

T.I.R. ha detto...

“Quel giorno erano cattive”…
Ricominciamo.
Quel giorno le notizie erano buone, ottime. E mi sputerei in un occhio, allo specchio e poi, per la par condicio, nell’altro.
Non avevo fiutato l’affare: avevo perso l’olfatto a Kabul ed il poco rimasto con quel maledetto dopobarba da bancarella che mi ostino ad usare.
Toccai poi con mano la mia stoltezza; anzi vidi un gentile filo d’erba crescere sulla mia stoltezza.
Nick Morelli, uscito dal mio raggio visivo, si diresse da un avventuriero, tale VLAD, noto negli ambienti più in….., e propose a lui l’affare.
Uscì di lì a poco, raggiante, sputandosi sulla mano e massaggiandola, tanto era stato l’entusiasmo del Vlad nell’accogliere la proposta con stretta ferrea.
Partì, IL NOSTRO, nottetempo con il suo TIR e alla campanella provvide alle consegne. Raccolse sorrisi assortiti: felici, candidi, smaglianti, squillanti, argentini, calorosi e sensuali quelle delle maestre, indimenticabili quelli di talune ragazze dell’ultimo anno, commoventi quelli sdentarelli, teneri quelli dei più piccoli.
Il fantasioso VLAD, guidò instancabile il suo prezioso carico di sorrisi e fece banchetto in PIAZZA AFFARI, vicino La SCALA.
Tirò su un gazebo colorato ed inizio ad esporre i suoi sorrisi.
Fu presto circondato da visi tristi disperati attoniti sbracati allucinati vuoti tra le labbra imperfetti. Uomini e donne importanti avevano perso quasi ogni loro avere in BORSA e avevano perso il sorriso. Un nero profondo tra le labbra ed un rosso intenso “nei portafogli”.
Provarono a pensare di comprare almeno il sorriso, per poter sperare in un altro giorno di Borsa: un rimbalzo tecnico, una fiammata.
20 € un sorriso.
Non era tanto, dava la voglia di disporsi ad un’attesa più serena e non rientrare impresentabili a casa o comunque allo sguardo del mondo.
E poi 20€: appena il costo di 10 cancellini; un affare.
BEN presto i sorrisi andarono a ruba; per quelli più sensuali femminili, alle donne in carriera a “portafoglio titoli” leggero, VLAD spuntò 50€ in una sorta di asta affannosa.
In poche ore quel faccendiere aveva non solo ARCHITETTATO ma COSTRUITO il suo futuro; tornò a casa con un TIR carico di “€” ed in giardino sputò per terra per far crescere un filo d’erba sulla tomba di quell’infelice che disperato si suicidò perché aveva perso l’olfatto.
_______________
Ora vado a dormire che domani, di buon mattino, devo mettermi alla guida di un TIR ( Terron Indomity Runner ) e fare il mio allenamento quotidiano, contando, per distrarmi, cancellini e sorrisi: passo destro_cancellino, sinistro_sorriso, passo_d…..

Vlad ha detto...

ma almeno, a correre, cala la panza?... Sennò che se corre a fa'?...
Noi non lo possiamo sapere; non ne abbiamo bisogno: lavoriamo fino a tardi, la ginnastica la facciamo prima di alzarci presto, e ci alimentiamo di sorrisi.

Vlad ha detto...

... qui da noi le lavagne ora sono digitali, e non si usano più neanche i pennarelli...

xenia ha detto...

qui si sciopera....

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