sabato 21 marzo 2009

22

Impreservabile

Opera d'arte o miseria morale? Provocazione intellettuale o povertà cognitiva?
Ma sì, vilipendiamo un simbolo religioso, tanto che ci frega? E' la Chiesa, la prima a squalificarsi per le proprie posizioni retrograde e omofobiche, quindi a noi benpensanti cosa ci tocca fare, se non far sentire alto il nostro grido di dissenso attraverso queste operazioni culturali? Attendiamo la scultura dell'artista Filosparo Merdelli, che ci mostrerà magari, con realistica dovizia di particolari, il momento del parto di Gesù da parte della Madonna per farci capire che è uomo come noi, prima ancora che figlio di Dio.
Il sedicente artista ha detto che non voleva offendere nessuno: se è convinto della bontà delle proprie azioni, allora, la prossima volta potrebbe allestire una mostra in un paese musulmano e avvolgere con un profilattico una copia del Corano, o andare a Gerusalemme a mettere un bel condom alla barba di un rabbino.
Chissà che successo di critica otterrebbe!

22 commenti:

Ben ha detto...

E se lo mettessero in testa al cosiddetto artista?

Mik ha detto...

Dici che è una testa di c....?

api ha detto...

non avrei mai creduto... per una volta nella vita, di essere d'accordo con te, mik.

un imbecille (non tu)

Ben ha detto...

Certo.
In nome dell'arte, però!
Ma ti rendi conto?
Ma si può in nome dell'arte, se di arte vogliamo parlare (vlad, illuminaci), permettere ogni cosa?
Ma questi vanno internati!
Ma vi ricordate quello nel museo, o simile, che fece morire un cane di fame e di sete?
Ma qui sono diventati tutti pazzi!

api ha detto...

tutti pazzi, ben.
hai ragione.

Vlad ha detto...

posso azzardare una 'lettura' critica dell'installazione? (non preoccupati Ben, non mi addentrerò in una critica d'arte...).
Le chiavi di lettura possono essere diverse (come sempre di fronte a manifestazioni di caratere 'creativo', che non devono essere inquadrate necessariamente nella sfera dell'arte).
Certamente, dopo l'avvento della fotografia, l'arte figurativa si è trovata ad una svolta epocale. La pura rappresentazione della realtà non aveva più bisogno del semplice 'pittore' e l'arte ha piano piano 'cercato' di indagare la realtà attraverso nuovi strumenti (non addentriamoci a toccare gli aspetti più concettuali, ma restiamo su quelli figurativi). L'avanguardia e l'astrazione hanno costituito una specie di reazione naturale dettata dall'istinto di sopravvivenza dell'artista.
Ad un certo momento di questa sorta di metamorfosi estetica, il 'gesto' ha costituito un mezzo efficace (sicuramente più 'facile' e, anche se di primo acchito può sembrare il contrario, più commestibile alle masse) per rendere intelligibile ciò che, in modo tradizionale e sicuramente più sottile, gli artisti 'classici' (passatemi la banalità del termine) avevano espresso fino a quel momento, utilizzando an 'alfabeto' universalmente (ma solo apparentemente) riconosciuto.
Ricorderete tutti gli 'impacchettamenti' che lo scultore Christo operava rivestendo di teli di plastica monumenti, alberi, porzioni di territorio.
Ora, l'operazione messa in scena con l'impacchettamento del crocifisso potrebbe rappresentare per l'autore un commento drammatico alla situazione attuale: una sorta di silenzio tragico ed artificiale, ricopre l'ideologia, quindi anche la fede, con un atto che snatura lo strumento con cui viene attuata. Forse anche a costituire un incontrollabile grido 'afono' a seguito delle dichiarazioni circa l'inutilità dell'uso del preservativo per combattere l'AIDS...
Sicuramente lo scatenare reazioni e pensieri è uno degli obiettivi di un'operazione intellettuale, indipendentemente dalle questioni di carattere pramente figurative (e qui ribalto la questione), come del resto è sempre successo nella rappresentazione artistica...
Bene, andate a bervi un bel Montenegro per digerire.

Alex G. Imperia ha detto...

Ma che vergogna. Brutti, sporchi, cattivi, blasfemi. Oh..Gesù incellofanato ...che brutti cattivi! all'inferno, ignoranti! E tutti quanti in coro: A NON C'E' PIU' RELIGIONE...AHHH I GIOVANI D'OGGI....AHHH AI NOSTRI TEMPi...........brrrivido... un blog preti spretizzati e suore desuorate!
BIGOTTI!

api ha detto...

lla faccia del Montenegro...


uh, che bello: un altro anarchico agnosticissimo come me!


eh, benvenuto Alex G., sicuro di venire da Imperia?

api (pigra che non ha voglia di entrare con account) ha detto...

sì, però: la Medaglia della Novena non la vogliooooooooooooooooooooo!

togliete quell'ad!

Ben ha detto...

Complimenti Alex G.
In poche parole sei riuscito a dirci tante cose di te.
Si chiama capacità di sintesi.
Non è facile: è un'arte!

Mik ha detto...

Scusate, ma chi è ques'altra testa di c....?
E' un parente dell'artista?
O forse il fidanzato?

Mik ha detto...

Vlad, va bene l'impacchettamento, ma un preservativo è una cosa che si usa per questioni più gradevoli: e francamente usarlo per ricoprire un simbolo, il simbolo che rappresenta il sacrificio del figlio di Dio che si è fatto uomo ed è morto in mezzo agli uomini (credo per la prima volta nella storia, nessun'altra religione può pensare a un Dio che si fa uomo), mi sembra un po' troppo avanti, come provocazione.
Avrebbe potuto gonfiare dei preservativi e dargli la forma dell'Africa, se proprio gli sta tanto a cuore la questione Aids. Ma non credo che l'artista sia stato invogliato dalle dichiarazioni di Ratzi: semplicemente l'aveva pensato e poi l'ha fatto.
Certo, ci è andata pure bene: l'artista poteva metterci pure un preservativo usato, magari quello usato da suo padre quando lo concepì (involontariamente)...

Vlad ha detto...

Probabilmente Alex G., dopo il mio commento sul significato escatologico dell'impacchettamento, si è guardato allo specchio come sempre e non ha retto alla visione devastante. E si è scolato un'intera bottiglia di amaro...
Certo che un'ubriacatura da amaro deve essere una cosa altrettanto devastante quanto la 'visione allo specchio': come dire, una nausea densa e un po' appiccicaticcia.

Vlad ha detto...

Caro Mik, comprendo il tuo punto di vista.
Quella che ho esposto è solo una delle mille letture possibili.
Se si oltrepassa l'aspetto puramente iconografico, è evidente che se un gesto deve essere provocatorio, deve essere, nella mente di chi lo mette in atto, più energico possibile: 'addolcire' tale gesto ne indebolirebbe l'efficacia.
Cercando di evitare la istintiva limitazione conseguente alla registrazione del fatto puramente estetico (che sicuramente coinvolge la sfera simbolica), si può riuscire a volte a intravvedere sedimentazioni nascoste dagli strati più superficiali.
Spesso la volgarità vera si cela dietro a una apparente 'correttezza' formale (riconosciuta diffusamente come la buona regola) per distrarre dalla sostanza profonda delle cose.
Detto questo, mi limito a non limitarmi...
Nel caso specifico del crocifisso, mi limito a non giudicare.

Mik ha detto...

Solo per dire che l'idiota di cui sopra si collega con Tele Danmark e usa questo nodo:

Skanderborg, Arhus, Denmark

Che è un po' lontana da Imperia...

api ha detto...

Si vede che ha tempo da perdere.

api ha detto...

Luanda, il Papa ai giovani:
"Non abbiate paura".

Due morti e otto feriti nella calca allo stadio.

Porta anche sfiga?

Vlad ha detto...

probabilmente, il 21 marzo alle ore 19,58, i negozi erano già chiusi e le discoteche dovevavno ancora aprire...

richie ha detto...

"Posso?
Innanzitutto, nella mitologia religiosa, compresa dunque quella ebraico-cristiana (che di mitologia si tratta) il figlio di Dio che si sacrifica per il genere umano è una costante usata più volte prima di Cristo...
In questo senso, dunque, amerei interpretare il crocifisso "incappucciato" come un simbolo di laicità, volto ad esprimere una sorta di protezione verso quell'atteggiamento assolutistico e primeggiante attraverso il quale il movimento cattolico vorrebbe permeare la moralità del mondo intero.
Questo atteggiamento trova genesi, appunto nel ricorso ad un simbolo (gesù in croce, appunto) che non ha nulla nè di primato, nè di assoluto, giacchè non v'è nulla che lo accrediti di tali caratteristiche a livello storico e culturale.
Anzi...
Da che l'uomo interpreta attraverso la religione un senso di controllo sociale, le mitologie religiose si scambiano e mutuano i propri simboli, storie e metafore; dunque, già in questo perpetrarsi dei medesimi clichès, si trovi la negazione del primato religioso di questo o quel movimento.
Allorquando uno di questi movimenti volesse imporsi su una diversità (ricordando loro che se una persona è diversa da noi, noi altrettanto lo saremo per lui), è corretto l'atteggiamento "protezionistico" di chi ha una visione diversa.
Quindi non scandalizzi il cristo "preservato", almeno non più di quanto chi attraverso quel simbolo vuole negare la libertà di pensiero a chi ritiene diverso da sè!
Scusate..."

Vlad ha detto...

Certo che può. Ogni commento equilibrato e civile è naturalmente ben accetto in questo blog.

Ben ha detto...

Richie, no ho capito chi è quel "chi" che, attraverso quel simbolo, vuole negare la libertà di pensiero a chi ritiene diverso da sè.

Vlad ha detto...

Posso rispondere io?
Credo che Richie intendesse in generale al nascondersi dietro ai simboli e alle ideologie per esercitare il proprio assolutismo, cioè integralismo.
Nel caso specifico si può intendere chiaramente l'assolutismo ideologico del signore con le scarpette rosse di Prada...

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