giovedì 2 aprile 2009

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Un violinista nella metro

Un uomo si mise a sedere in una stazione della metro a Washington DC ed iniziò a suonare il violino; era un freddo mattino di gennaio.

Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché era l'ora di punta, era stato calcolato che sarebbero passate per la stazione migliaia di persone.
Passarono 3 minuti ed un uomo di mezza età notò il musicista che suonava. Rallentò il passo, si fermò per alcuni secondi e poi si affrettò per non essere in ritardo sulla tabella di marcia.
Alcuni minuti dopo, il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna lanciò il denaro nella cassettina e, senza nemmeno fermarsi, continuò a camminare.

Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo incitava a camminare, ma lui si fermava a guardare il violinista. Finalmente la madre lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi.

Nei 45 minuti in cui il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono anche se per brevissimo tempo. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuando a camminare normalmente. Raccolse 32 dollari.
Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, nessuno parlò.

Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei più grandi musicisti al mondo. Aveva suonato uno dei pezzi più complessi mai scritti, con un violino del valore di 3,5 milioni di dollari.
Due giorni prima di suonare nella metro, Joshua Bell aveva fatto il tutto esaurito al teatro di Boston e i posti costavano una media di 100 dollari.

L'esecuzione di Joshua Bell in incognito nella stazione della metro fu organizzata dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone.

La domanda era: "In un ambiente comune ad un'ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?".

Ecco una domanda su cui riflettere:

"Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"

In questo link, trovate anche un breve video della performance di Bell.
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/04/04/AR2007040401721.html

7 commenti:

Mik ha detto...

Che esperimento cretino! E certo che la gente non si ferma: se si trova lì, è per prendere la metro e andare a lavorare o farsi i fatti suoi, ci credo che fossero tutti di fretta. L'ambiente non era comune, ma inappropriato (un luogo di passaggio, un non luogo se preferite); l'ora, quell'ora, non era inappropriata, perchè tutte le ore sono inappropriate se qualcuno intende farci fare qualcosa che noi non abbiamo programmato di fare.

Giuseppe Gatto ha detto...

Dear Mik non sono d'accordo... la gente non si ferma perchè corriamo corriamo corriamo tutti... ma sulle migliaia di persone ci sarà stato pure qualcuno che poteva fermarsi 10 minuti... ma non lo ha fatto. Solo i bambini ci hanno provato perchè non sono "programmati" come gli adulti. Io impazzisco per la musica del violino. Ora è troppo facile dirlo ma magari io mi fermavo! :-)

la bellezza dovremmo riuscire a coglierla anche quando non è "programmata", questo è il punto. E' la società di oggi corri corri corri che forse ce lo impedisce...

Mik ha detto...

Ripeto: se sono in una fermata della metro è perchè sto andando a lavoro/scuola/appuntamento.
Certo, è probabile che su mille persone se ne possano trovare pure dieci che non hanno nulla da fare e vanno in giro bighellonando (come dice Floch nella sua analisi dei tipi di passeggeri della metropolitana parigina) perchè gli piace lasciarsi sorprendere da quello che trovano, e magari si arrestino per pochi secondi. Ma non è quello il contesto, secondo me. Se con questo si vuole dimostrare che la gente non ha più sensibilità per la bellezza, bene: ma molto spesso la gente non ha neanche l'occhio per cogliere la bellezza di chi gli sta di fianco.

Mik ha detto...

E poi tieni presente, Giuseppe, che chi si ferma è perduto: la folla lo travolge in pochi secondi!

Ben ha detto...

Questo esperimento è come quelli che fanno fare ai corsi di cucina o per sommelier: ti coprono gli occhi e ti fanno annusare alcune essenze o spezie o erbette. Ebbene, senza l'ausilio della vista, sbagli otto volte su dieci.
Questo per dire che spesso riconosciamo la bellezza e la bravura se conosciamo l'autore. Un musicista famoso (io faccio ammenda) non è stato riconosciuto perchè nessuno si aspettava di trovarlo a suonare lì ed è stato scambiato per un artista di strada qualunque.
La storia mi ricorda molto lo stile delle Piccole Grandi Storie della scuola Holden, esempi e aneddoti tratti dalla vita dei grandi autori.

xenia ha detto...

l'esperimento è cretino, mi sembra che ci abbia provato anche il ns Claudio Baglioni ed è successa la stessa cosa. però so che io mi sarei fermata, caro Mik. come mi fermo quando suona il violinista rom all'angolo di casa mia ( e c'è da ridere!), o quando passa una banda, una fanfara, o intravedo, mentre vado al lavoro un arcobaleno doppio di fronte a me. e anche mentre sono in classe, coi ragazzi, mi fermo di colpo, gli indico la finestra e li sprono a guardare un cielo tempestoso o striato di nuvole antropomorfiche.
perchè, una volta, da piccola, avevo letto un proverbio russo che mi si è stampato nel cervello: perdi tempo odorando i fiori. e non è mai tempo perso. e basta anche un solo minuto.
poi, certo, qualche volta spatascio per terra, ma ne valeva la pena.

Vlad ha detto...

Posso? Non sarò breve...
Aneddoto:
tanti anni fa, si aveva circa diciotto-vent'anni allora, fui invitato da un mio carissimo amico, allora presidente del Rotaract di Parma, a partecipare alla premiazione di uno studente del conservatorio al Teatro Regio. Ci accomodammo nel palco a noi riservato, io, lui e un gruppetto di ragazzi della Parma 'bene'. Dopo dieci minuti che il giovane, bravissimo, suonava al clavicembalo delle arie di Bach, e io lo ascoltavo rapito, il mio amico mi disse sottovoce e un po' imbarazzato che le ragazze si stavano annoiando, e che proponevano di andare a casa di una di loro, figlia e sorella di due dei notai più riconosciuti della città, a prendere un te. Andammo e, mentre aspettavamo il te servito dal personale di servizio, mi incuriosì il catalogo della mostra sul Futurismo, che aveva raccolto lunghe file di visitatori in attesa di entrare a Palazzo Grassi a Venezia tanti mesi prima, offerto agli invitati, in bella evidenza, sul tavolino del salotto. Mi incuriosì il fatto che il bel libro era intonso, mai sfogliato, nuovo nuovo... Mi incuriosì anche il fatto che quella stessa gente affollava lo stesso Teatro Regio da cui eravamo da poco 'scappati', nelle serate delle prime ad ascoltare la parmigiana Orchestra Sinfonica Toscanini, da me allora considerata pessima (anche i migliori direttori ricordo che facevano fatica a tirare fuori qualcosa di buono da quei legni e quegli ottoni...).
Sono in totale disaccordo su chi considera l'esperimento cretino.
A parte che la metropolitana non è un 'non luogo'; quelle italiane lo sono sicuramente, ma tante altre (Vienna, per esempio, una delle cose più belle di uno dei più grandi architetti della storia, Otto Wagner) non so lo sono poprio (e mi fermo qui prima di iniziare una infinita dissertazione sul 'Luogo'). E poi non è vero che in metropolitana ci sono solo persone che corrono perché piene di impegni e con i secondi contati...
Per tornare alla bellezza che non si coglie, direi che sono cretini quelli che pensano di riconoscere la bellezza solo perché c'é dietro un nome conosciuto o perché costa tanto.
Io mi sarei fermato sicuramente, lo sapete tutti ( e io sono uno che corre sempre, più veloce della luce, si sa...). La differenza è che io corro dietro alla Bellezza, e la Bellezza è l'unica cosa che può vincere il Tempo.
Mi fermo sempre ad ascoltare il bravissimo 'straccione' che suona la fisarmonica e il bandoneon ai piedi del Duomo di Parma: un bravissimo musicista. Dopo più di una volta che l'ho sentito suonare, mi è stato riferito che si tratta di un diplomato al conservatorio che ha partecipato a diversi eventi musicali.
Non mi fermo ad ascoltare le tristi felliniane fanfare o le bande, casomai mi soffermo a guardare l'unica bellezza che vi si può trovare: le gambe che spuntano dalle mini delle majorettes...
La verità vera è che purtroppo, in questo mondo di bruttezza, la Bellezza la sanno (o la possono) riconoscere in pochi, altrimenti il questo mondo sarebbe diverso.
Ringrazio Api per il post.

Naturalmente
IO SONO LA BELLEZZA!

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