sabato 20 settembre 2008

0

Racconto di Robi Ben

E' appoggiata al banco, è sola e beve una spremuta. Per terra, vicino alle gambe, ha una borsa di pelle nera e non so per quale motivo vengo attirato proprio da questo particolare. No, invece, lo so benissimo. La guardo di nuovo. E' molto elegante, ogni tanto si guarda intorno. Chissà, forse sta aspettando qualcuno. E' bella, non riesco a toglierle gli occhi di dosso. Ma di nuovo quella borsa mi attrae. Cerco di non farmi catturare. Non ce la faccio. Sono affamato e sono entrato nel bar per rimediare qualcosa; non ho soldi, ho un aspetto pessimo, mi sento sporco e puzzolente. Forse lo sono. Non ce la faccio ad avvicinarmi al banco. Il cuore mi batte a più non posso. Non l'ho mai fatto prima. Quella borsa potrebbe risolvere un po' dei miei problemi. Lei è ancora lì, ma la spremuta è finita da un pezzo. Devo sbrigarmi, potrebbe andarsene da un momento all'altro. Sono indeciso, lei è ancora lì. La borsa è sola, sembra indifesa.Ho deciso, vado, ho paura, ma vado.Sono vicino, molto vicino, ormai sono lì, sto per allungare la mano. Improvvisamente mi riprendo da quello stato di trance. Le sono di fronte, le sorrido come un imbecille. Lei ricambia."Scusi" le dico. Allungo una mano, ma la ritiro subito indietro. "Che ore sono?"Che domanda stupida!Ma lei è gentile e risponde. Poi si abbassa, prende la borsetta, tira fuori il borsellino, paga il conto e, salutando, se ne va.Sulla porta le cade una banconota dalla borsetta. Velocemente mi muovo per raccoglierla: sono cinque euro. La rincorro e la chiamo a gran voce: "Signora, signora!" Lei si ferma e si volta."I suoi cinque euro."Sorride e ringrazia."Li tenga lei, beva qualcosa alla mia salute" dice.Felice, ricambio il sorriso. Le parole non mi escono, nemmeno un grazie. Non sono abituato a tanta gentilezza.Resto in piedi, immobile, mentre lei si allontana.Ero entrato per rubare una borsetta. Domani avrò ancora fame, ma oggi sono salvo.
19 settembre 2008 22.09

Nessun commento:

Archivio blog