martedì 27 gennaio 2009

22

Meno male che hanno inventato il sospensorio...



E' passata la mezzanotte da circa mezz'ora. Stacco un attimo dal progetto che ho sotto il naso, il tempo di un Martini e una sigaretta, e scorro distrattamente il Blog 'sogni e bisogni'.

Ahimé, inciampo in una dissertazione sul tradimento (un'alternanza di autocompiacimenti che vanno dal maschlismo, al femminismo, al machismo, al feticismo... accompagnati da una rassegna musicale amorosa che dopo le prime due canzoni ti sei già depresso) e trovo un solo intervento lucido ed equilibrato, quello di Pia; poi mi cade l'occhio sull'intervento di un altro frequentatore 'assiduo' del blog, di cui vi riporto queste poche righe:

'...Considerare pessimo o illeggibile un romanzo dopo aver letto le prime pagine, per me ci sta. Ma dal punto di vista letterario: a me è capitato con Fiesta di heminguei o come si chiama, l’ho buttato nella monnezza dopo la prima pagina perché lo stile mi irritava.'
Voi che ne pensate? Si tratta di un blog in cui si disserta di letteratura.
A questo punto non mi cascano più solo gli occhi... e per risarcirmi almeno lo spirito, mi rimetto al lavoro.

22 commenti:

api ha detto...

Non entro del merito di Hemingway: il punto di vista del blogger di cui parla Vlad lo conoscevamo già. Scelta sua.

Credo che su Internet pubblicare un post sul tradimento sia un po' azzardato.
Si rischia di ricevere appunto commenti delle serie:
"io sono per l'amore libero"
"io ho tradito e chissenefrega, tanto ero stato tradito anch'io, così siamo alla pari"
"Chi tradisce lo fa perché ama troppo... anche gli altri"
e non si arriva poi da nessuna parte.
Ci sono argomenti molto delicati e dolorosi che io faccio fatica a trattare, per delicatezza nei confronti di chi mi legge.

Anche liquidare amicizie (o presunti tradimenti amicali) definendole piante grasse con spine o nullità da oblìo non aiuta i chiarimenti.
Rispetto la scelta di Paola (il blog è suo ed è sacrosanto che lei parli di quello che vuole) ma che il dibattito si sia concluso liquidando un argomento così delicato con una classifica musicale e un pareggio mi ha un po' deluso.
Era una parentesi mia personale, vi prego di parlare solamente del lato letterario del post di Vlad.
Ciao a tutti.

Mik ha detto...

Beh, non possiamo dare lezioni agli altri visto che gli argomenti che affrontavamo fino a qualche giorno fa erano, in qualche maniera, ancor più ridicoli e superficiali...

api ha detto...

non voglio dare lezioni, mik.
ma è meglio affrontare in modo superficiale un argomento superficiale che in modo superficiale un argomento delicato.
su questo non sei d'accordo, ciccio?

Vlad ha detto...

Caro Mik, non affrontiamo la questione del tema che ha dato il titolo al post in questione. Dietro il dissertare su un tale argomento in modo così superficiale, come è avvenuto nella tiritera di quel post, temo si nasconda un tentativo di cercare alibi (soprattutto guardandosi allo specchio) ai propri comportamenti... Lo potrei liquidare con una breve nota: in guerra i disertori, cioè i traditori, venivano passati per le armi... Poi ci sono anche Gesù Cristo e il Perdono, ma Lui la guerra non la faceva; e di questo spero non si mettano a parlare.
Ma non affrontiamo neanche la questione dell'amore e dell'amicizia: per come vengono liquidati in quel post, è meglio parlare di calcio...
Il mio post voleva solo portare l'attenzione, vostra e di chi ci legge, sulla questione letteraria di Hemingway e più in generale sull'estetica.
buona giornata

Vlad ha detto...

... ora possiamo anche 'dare lezioni agli altri', visto che da qualche giorno, qui da noi, certi argomenti non è che non verranno più trattati perché 'leggeri', ma verranno trattati con leggerezza e non in modo volgare, cioè non in modo ridicolo e superficiale.

maria ha detto...

..Considerare pessimo o illeggibile un romanzo dopo aver letto le prime pagine...
Buttarlo in pattumiera dopo la prima ..

Non l'ho mai fatto: non ho mai avuto la presunzione di giudicare un libro senza averlo letto, anche se alcuni li ho abbandonati a metà lettura perchè proprio non mi prendevano. E poiché leggere è un piacere e non un dovere, non ho avuto nemmeno troppi rimorsi.

Liquidare "Fiesta" in questo modo mi sembra scandaloso, pur nel rispetto dei gusti individuali di stile e impianto letterario.
Penso infatti che anche la critica negativa possa (anzi debba) essere espressa in modo positivo.
Certo, bisognerebbe almeno aver letto il lavoro di cui si parla..
Io l'ho fatto moltissimi anni fa, da ragazza, e allora mi aveva affascinato.
Il romanzo di Hemingway (scritto correttamente per piacere, almeno quello, in un blog che parla di letteratura, dovrebbe essere obbligatorio..) che preferisco, da sempre, è "Il vecchio e il mare". Per la grande forza che riesce ad esprimere e per lo spessore psicologico "nascosto" in una trama semplice e immediata solo all'apparenza.

Vlad ha detto...

Carissima Maria,
se non l'hai ancora letti, del granderrimo narratore americano, ti consiglio:

'Festa mobile'.
'Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile.'
Hernst Hemingway, a un amico, 1950

e 'Di là dal fiume e tra gli alberi' (che Hamingway dedica 'A Mary con affetto'.

'...Stavano avvicinandosi rapidamente a Mestre, e già era come andare a New York la prima volta che ci si andava, in passato quando era splendente, bianca e bella. Ce l'ho ancora fatta a vederla, pensò...
...Stiamo entrando nella mia città, pensò. Cristo, che bella città.'

xenia ha detto...

è curioso, non riesco ad avvicinare Heminway, eppure me lo ripropongo da secoli. sono una Faulkneriana DOC, oddio, anche Steinbeckiana ( Presente L'inverno del nostro scontento?, uno dei più bei titoli mai sentiti, tra l'altro). quindi non posso giudicare. in quanto ai libri in genere, se non mi prendono dopo una trentina di pagine, li mollo. e quelli scritti male, li butto proprio. invece, mi è capitato di ritornare a libri difficili ( mollati) e di apprezzarli tantissimo. forse c'è un momento per tutto, nella vita.
sorriso

maria ha detto...

Xenia,
d'accordo con te sul titolo più bello. E che bel romanzo!

"L'inverno del nostro scontento" e "Uomini e topi" sono gli unici due che ho letto di Steinbeck.
Entrambi da non perdere, secondo me.

Vlad, grazie per la segnalazione. Non li ho letti ma "Di là dal fiume, tra gli alberi" è sui miei scaffali da almeno 20 anni, quando mi fu regalato da un caro amico.
Allora non riuscii a leggerlo ma io non rinuncio mai e prima o poi entrerò anche fra quelle pagine.

Vlad ha detto...

fatelo, Maria e Xenia.
Ne vale la pena: a volte, spesso, è meglio 'ritornare' e trovare conforto nei Grandi classici invece di buttarsi nelle novità editoriali...
A presto

maria ha detto...

Caro Vlad,

hai pienamente ragione.
Tuttavia anche novità editoriali possono riservare gradite sorprese.

Ho terminato da poco

"La storia di un matrimonio" di Andrew Sean Greer. Ed. Adelphi.

Ve lo consiglio. Mi è piaciuto moltissimo (anche se molto doloroso): bella la storia e ottima la scrittura.
Un romanzo in cui ho ritrovato le atmosfere di Carver, altro scrittore che adoro. (“Cattedrali” lo avete letto?).

Vi lascio ragazzi. Oggi comincio tardi il lavoro ed è quasi ora ormai.

Buon proseguimento di giornata a tutti.

Vlad ha detto...

sostengo che Adelphi è (quasi sempre) una garanzia...

xenia ha detto...

ho appena letto un interessante articolo su Simenon nel Corriere on line. mi piace tantissimo il Simenon non- Maigret e lo trovo uno scrittore geniale. anche se come uomo ..faceva un po' senso.
la sua prosa è un illuminante esempio di secchezza coniugata alla passione, al senso ostile della vita e del vivere dato agli umani.
che ne pensate?

maria ha detto...

Cara Xenia,
ho letto diversi non-Maigret e nessun Maigret.
L'atmosfera reale che Simenon riesce a creare nei suoi romanzi, l'analisi tagliente e spietata di ogni "anima" me li fa addirittura divorare.
Pochi fra gli autori che ho letto hanno saputo mettere a nudo le debolezze umane, regalando sempre ai suoi personaggi quella pietà che ogni essere umano dovrebbe mostrare verso il suo prossimo, anche quando commette "peccati" indicibili.

Cercherò l'articolo di cui parli.

Grazie della segnalazione.

A presto.

api ha detto...

Bene bene, ora parliamo di Hemingway e Simenon.
Non mi piacciono entrambi, ma mentre Hemingway mi sfinisce Simenon non mi fa 'entrare' nel libro, sia nei Maigret che nei non-Maigret.
Ne ho letti tantissimi, non me ne ricordo uno, ma, da tanto tempo, mi sono ripromessa di ricominciare a leggerli.
Magari ora mi piaceranno di più, chissà.

Xenia, mi sono accorta di non averti risposto, ieri, su Patrizia Debicke!
L'ho conosciuta perché mi ha presentato al Festival del Giallo (c'era anche il nostro marco, quella sera), prima non ne avevo mai sentito parlare.
Ho parlato di lei come autore-persona: è simpatica, spiritosa, alla mano, disponibile.
Da parte mia non amo i romanzi storici, e come diciamo spesso... la vita è troppo breve, purtroppo, per leggere di tutto, per cui, ahimé lo ammetto: di lei non ho letto nulla, ma mi fa piacere farle pubblicità su questo blog, anche perché sul mio romanzo ha speso parole davvero deliziose.

api ha detto...

P.s.: ma come diavolo fate a ricordare i nomi e i titoli di tutti gli autori che leggete????

sarà l'Alzheimer, ma spesso devo andare davanti agli scaffali, cercarli e poi dire. "ah, cavoli, certo che l'ho letto".

xenia ha detto...

l'ultimo Simenon che ho letto : I Pitard. tutto ambientato dentro una nave, claustrofobico, ansiogeno, micidiale. un rapporto d'amore anzi odio-amore fra coniugi, basato sull'incomunicabilità, su un mastodontico equivoco. e per cornice, il mare in tempesta. ve lo consiglio.
Api, nn preoccuparti se non ti piace Simenon, forse coninuerà a nn corrisponderti, forse aspetta un altro momento della tua vita. mai leggere per obbligo, come spiega molto bene Pennac.
magari riacchiapperò Hemingway fra ventanni, chi lo sa? ora nn mi va.
ciauzzzz

Mik ha detto...

Devo dei chiarimenti rispetto a quanto detto stamattina (stavo per andare a lavorare): in effetti riletto così il commento mio è duro, ma il senso era un altro: ogni blog ha i commentatori che si merita. Parliamo delle cose in un certo modo, e avremo commenti di un certo genere: parliamo in tutt'altro modo, e i commenti si adeguano. La quantità dei contatti di questi giorni è inversamente proporzionale alla qualità dei temi affrontati. Che poi, assolvere certi comportamenti non sia sintomo di animo nobile, ma dell'animo di chi ha qualcosa da farsi perdonare (e per ciò stesso cerca, inventa, trova, propone scuse risibili), ne convengo con il socio Vlad.

Massimo ha detto...

Di Eminguei ho letto solamente "Il vecchio e il mare"; per me un capolavoro narrativo.
Adelphi? si, grandi opere e bravissimi autori, ma da assumere con moderazione, alternati a cose più leggerine.
Simenon? Ho letto "Il treno", bello.
Ma cosa c'entra il sospensorio?

Ben ha detto...

Scusate il ritardo, ma durante la giornata in questi giorni non posso proprio.
Mi soffermo su Hemingway. Credo sia lo scrittore di cui ho letto più libri. Per chi suona la campana è uno dei ricordi più belli che ho delle prime letture fatte, al tempo della scuola, qualche anno fa, dunque. Dovrei rileggerlo per vedere se, a tanti anni di distanza, il suo fascino rimane immutato. Il vecchio e il mare lo divorai in poche ore, poi Addio alle armi, ma qui forse sono stato influenzato sentimentalmente, perchè mio suocero fece la comparsa durante le riprese del film a Venzone.
Festa mobile, per certi versi struggente e nostalgico.
A me il vecchio Ernesto piace, è sempre riuscito a tenermi incollato alle sue storie.

Vlad ha detto...

Caro Massimo, per capire cosa c'entra il sospensorio, rileggi il mio post e, se proprio vuoi farti del male, fatti un giro nel blog da me citato.
ciao

Vlad ha detto...

Il vecchio Ernesto è stato uno dei più grandi narratori.

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