sabato 6 febbraio 2010

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Che cos'è il genio?

Che cosa accomuna gli artisti delle varie arti?
Una poesia è paragonabile ad una canzone, o ad un assolo musicale, o ad un gesto atletico dello sportivo?
Un bel libro ha lo stesso valore di una scultura o un dipinto?

Che cos'è il genio?

21 commenti:

Mik ha detto...

"È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione".

Ben ha detto...

Cf. Amici miei.
Buona domenica!

Vlad ha detto...

la 'velocità di esecuzione' ho dei dubbi che rientri nella sfera della genialità. Tale aspetto riguarda piuttosto l'istintività, poi governata dalla tecnica; un'abilità che non necessariamente contraddistignue il meccanismo cerebrale-concettuale, cioè l'ambito in cui si muove il genio creativo. Un gesto atletico, per esempio, per quanto sorprendente possa essere, non credo si possa associare all'arte.
Bisogna sempre tenere ben distinti i due aspetti che caratterizzano il fare-essere (qui potremmo tirare in ballo Heidegger...) umano: quello relativo al pensiero creativo, dietro cui c'è un progetto, e quello meramente produttivo, in cui si può esercitare una certa abilità, ma si limita alla manualità.
Il primo riguarda l'Arte, il secondo l'artigianato.
A questo punto si potrebbe introdurre anche il tema della spiritualità e della materialità, ma ora vado a fare la doccia...

Ben ha detto...

Un gesto atletico si può abbinare alla velocità di esecuzione, poiché la tecnica di un singolo, può far far cose, all'individuo geniale, in un tempo minore rispetto ad uno normalmente dotato,
ma ora vado a pranzo...

Vlad ha detto...

Ma questo non ha nulla a che vedere con l'Arte. Nel vero senso del termine, naturalmente.
Altrimenti esiste anche 'l'arte di arragngiarsi'...
Cosa può accomunare il fatto creativo-artistico alla velocità?
A parte il significato di tale condizione per la poetica futurista, che non si soffermava sulla quantificazione del tempo che occorreva per elaborare un'opera d'arte, ma che considerava il dinamismo come un nuovo e inedito modo di osservare il mondo, offerto dalle nuove tecnologie, e che tra l'altro conteneva in sé una bella dose di contraddittorio autocompiacimento per porsi in una condizione di rottura col passato.

Mik ha detto...

Non sono d'accordo con il parere dell'illustre collega "costruttore" di case (parola composita, che uso non a caso: cos che richiama il verbo "andare verso", trutt che significa "muri lisci", ore che significa "colui che ozia sotto le palme").
In realtà la preponderanza del fare sul sentire, prima ancora che sul divenire, è condizione inessenziale di adattamento fantasiosa svincolata dall'intuizione appercettiva di un colpo d'occhio che prima di essere inteso come stand punkt sul mondo e le sue contraddizioni, contraddice la sua partenza ponendo limiti alla propria velocità di esecuzione.
Ma è bene ricordare che la gattina frettolosa fece i gattini ciechi.

Vlad ha detto...

appunto. Come ho lungamente e approfonditamente esposto nel primo tomo del mio trattato 'I quattrocento libri dell'architettura'. Tale Primo libro si intitola 'Della ricerca paziente, o del tempo perduto', e tratta propro, oltre che della maieutica e della gnomonica, 'anche dell'oziare sotto le palme'.
Proprio per tale motivo, preferirei, caro collega, che mi si definisse 'Professore' piuttosto che 'Costruttore'; nel senso di colui che si adopera per elevare lo spirito dei fessi che dormono sotto un albero mentre gli altri lavorano (pro-fess-ore), ma anche per coloro i quali pur regnando sono degli stupidi (pro-fesso-re), o ancora per le suore nei giorni di festa (pro-fes-sore).

Mik ha detto...

Deve però ammettere, egregio "docente" (che in greco significa "colui il quale che ammette nella misura in cui") che il profondo sforzo teoretico da lei manifestato nel controbattere colpo su colpo alle pesanti insinuazioni del critico Gianlucio Baldracchini, che se non ricordo male la accusava di malcelato revisionismo razionalista, buono solo per stendere i panni al sole, il suo sforzo, dicevo, si rivela del tutto inadatto a una piena comprensione del momento immediatamente precedente al momento dopo, dato in un certo istante.
Quindi, l'abuso di titoli quale quello da lei impropriamente supportato, cela in realtà un inequivoco bisogno di sottrarsi alle leggi vigenti per cercare in altri luoghi le compensazioni finora giustamente schivate.
Tanto le dovevo per il rispetto che porto alla sua opera e per il profondo cordoglio nei riguardi della sua gnosi intellettuale.
In ogni caso, non sono solito dormire sotto gli alberi: temo che le formiche mi entrino nelle mutande.

Massimo ha detto...

Il genio dell"artista, qualcuno potrebbe dire "é il tocco di Dio", altri direbbero "é la capacità di andare oltre il sentire comune", ma la cosa che distingue gli artisti geniali dagli altri é l'innovazione: é vedere, sentire, realizzare cose che sfuggono ai sentimenti della maggior parte di noi, e farlo in maniera geniale.

Massimo ha detto...

Bruno Munari, che tutti voi conoscerete sicuramente, a chi gli disse che anche lui era capace di fare le sue opere, rispose; "no, lei é capace di rifarle". Semplice no?

ppp kbh ha detto...

il genio è colui il quale nella sua umiltà si fa saltare in aria creando non poco stupore/scompenso... creando il caso!

ppp copenaghen

Massimo ha detto...

ppp, a me quello pare più un coglione...

ppp kbh ha detto...

Ehhe...ehhhe...ehhh :)

Metafora, massimo, metafora.

ciao ppp

Vlad ha detto...

Metà fora o metà dentro, la verità vera è che l'artista è di per sé genio. Tutti gli altri, che si spacciano o che sperano di essere tali, sono sedicenti artisti.
Il problema risiede nel fatto che non si può fare l'artista per hobby o per politica... quindi non possono essere artisti tutti quanti. Ebbene si, è dura, ma è così.
Io non ci capisco niente in queste cose alte, ma è già difficile capirla l'arte, figuriamoci produrla... Roba da restarci secchi.
Su Munari, caro Max, sono perfettamente d'accordo. Sai quante volte ho sentito commentare un taglio di Fontana o una tela di Picasso sentendo dire: 'cos'è questa arte? Sarei capace anch'io'.
E per quanto riguarda il 'saltare in aria', per essere dirompenti non è necessario un 'boato' (sempre metaforicamente parlando, naturalmente). Si può essere innovativi e lasciare un segno incisivo anche in modo più sottile; proprio perché non è una questione di 'velocità'.
Caro prof. Mik, Le ricordo, usando il famoso aforisma del Prof. Frassica, che non è bello ciò ch'è bello, ma che bello, che bello, che bello...

ppp kbh ha detto...

metà - fora alla veneta...geniale Vlad.
Ciao e saluta Pia.
ppp

Mik ha detto...

Sono professore fuori ruolo, per la precisione.
Riguardo la sua citazione, mi permetto di ricordare l'articolo di Giandefiandro Nico Oranghi sul penultimo numero di "Barriere divisorie", semestrale dell'Ente Nazionale Nani, articolo che verteva sulla questione: "Il bello delle bolle".

xenia ha detto...

genio, etimologia: G ( colui che stringe i denti), E ( colui che allarga le labbra), N ( colui che sbatte la lingua nel palato), I ( colui che atteggia la bocca a orifizio di gallina), O ( colui che arrotonda la bocca).
concludendo: il Genio è colui che abitando la Lampada di Aladino, si esercita ogni giorno in smorfie varie per cercare di attirare l'attenzione di qualcuno che lo faccia uscire.
triste PS: e no, le Parietti varie NON sono Geni.

ppp cph ha detto...

La Parietti è un genio alla sua maniera... per aver successo ha saputo usare le gambe prima della testa... chiamatela stupida!

PPP

Vlad ha detto...

ciao PPP.
Ti saluto sicuramente Pia, e ti ringrazio del 'geniale', ma credo che la mia battuta sia dovuta più che altro al mio patrimonio genetico, al 50% di origine veneziana...

Massimo ha detto...

"Genio": reparto dell'esercito che, tra le altre cose, costruisce ponti in fretta e furia (Mik, avevi ragione sulla velocità di esecuzione)...

xenia ha detto...

visto che il blop langue, posso osare un suggerimento?
perchè nn cominciamo a parlare della famigerata riformona della scuola superiore? specie negli istituti professionali? visto che i Media tacciono o si esprimono solo per interposto ministro osannante?