venerdì 24 dicembre 2010

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Auguri di Buone Feste

Auguri (un po' particolari) di Buone Feste a tutti!
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Invito a cena con soffritto



Una volta fui invitato a cena a casa di Hello Kitty. C'era tra noi una certa confidenza, ma non volevo sembrare cafone arrivando a mani nude, così entrai in un supermercato che si trovava sotto casa sua e rubai una scatoletta di straccetti di pollo con verdure.
Hello Kitty mi aprì la porta, avvolta in una vestaglia di pizzo: per la casa c'era un intenso odore di pollo al forno con le patate.
Iniziai a sudare freddo: lei sembrò non accorgersene, o forse era troppo gentile per farmelo notare. Prese dalle mie mani la scatoletta come fosse il regalo più bello che le avessero mai fatto e la portò in cucina, lasciandomi accomodare sul divano di pelle che riempiva il soggiorno. Sentii che armeggiava con l'apriscatole e il cuore lentamente mi tornò a battere normalmente.
Le chiesi se potevo usare il bagno: avevo bisogno di rinfrescarmi il volto. 
Hello Kitty mi gridò che potevo fare come se fossi a casa mia: c'era anche una lettiera tutta per me, se avessi avuto bisogno.
Non ebbi il coraggio di confessarle che ero stitico.

mercoledì 22 dicembre 2010

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Starship troopers - Robert A. Heinlein


Viene voglia di arruolarsi nella Fanteria Mobile, dopo aver letto questo romanzo che ha giusto mezzo secolo di vita, per andare a combattere quegli schifosi Ragni che sono in guerra con la Terra e le sue colonie. Certo, l'addestramento è duro, non di rado qualcuno ci lascia le penne, ma così deve essere, perché appena si viene lanciati su un pianeta per dare una lezione ai nemici o conquistare un prezioso avamposto nello spazio, di tempo per pensare ve ne rimane ben poco, e si deve essere pronti a usare le granate, i lanciafiamme e le bombe per stanare quei maledetti dalle loro gallerie e sperare di far secco qualcuno dei cervelli che li coordina e li guida all'attacco, mentre nel frattempo guidate il vostro plotone e studiate il terreno con la speranza di poter tornare a bordo della Rodger Young, se non vivi almeno non amputati di un arto o due. Per fortuna i fanti indossano le Tute Potenziate e sono in grado di correre e saltare lungo distanze impensabili a un normale essere umano.
Se poi non ce la fate, potete sempre andare a fare qualche lavoretto comune, ma il diritto di voto ve lo potete scordare per sempre. Perché? Perché solo chi è stato in guerra possiede la consapevolezza della complessità dei doveri civici, e può farne buon uso.

domenica 5 dicembre 2010

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5 cose o persone che odio / 1

1 - Alessandro Cecchi Paone;
2 - Gaspare Spatuzza;
3 - Zlatan Ibrahimovic;
4 - i blocchi stradali sulla circonvallazione;
5 - le scimmie urlatrici nel mio bagno.

martedì 23 novembre 2010

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Dalla bacheca Fb di Francesco Panaro... dedicata tutta a Gorillik e Giusi.

Il peso pesante del mondo
La filosofia è una cosa pensierosa

Il filosofo, se ha gli occhiali, è più filosofico, perché sembra più intelligente

«Il filosofo è una persona intelligente.

Secondo me è un maschio, perché le femmine fanno altre professioni, come la dottoressa o la casalinga.

E' vestito con degli scarponcini, i pantaloni grigi, una camicia e la cravatta.

Il filosofo, secondo me, si può fare dai venti anni finché uno non muore, però si può anche smettere prima.

Egli studia filosofia. Deve sapere che cos'è.

Si fa un'opinione su un argomento e la dice; se invece non è sicuro, ci riflette.

Egli pensa in ogni momento e vuole sapere le risposte degli altri. Pensa dentro di sé e, se sbaglia qualcosa, si corregge.

Vive in campagna in una casetta di legno.

Quando deve andare a lavorare, va in una casa dove ci sono altri filosofi, che riflettono e si scambiano qualche opinione. Qualche volta, forse, i filosofi si aiutano a vicenda, dandosi dei consigli.

La moglie del filosofo, se si sforza, può dargli dei consigli. Se il padre filosofo muore, va il figlio maschio al suo posto.

A me piacerebbe che al filosofo piacessero gli animali.

Per fare il filosofo c'è molto da studiare, per imparare le cose.

A me non piacerebbe fare il filosofo, perché è faticoso ed è un impegno. Se sei bravo, forse guadagni qualche soldo.

Il filosofo, se ha gli occhiali, è più filosofico, perché sembra più intelligente.

Se a un bambino piace la filosofia, da grande farà il filosofo. Fare il filosofo è un'esperienza che puoi cominciare a fare da quando si è bambini.

Quando si è bambino, si possono dare anche risposte che non sono giuste, perché, tanto, sei un bambino.

Se invece sei un grande, devi fare attenzione a non sbagliare, perché potrebbero succedere cose, come conseguenze, che non sono belle. Fare il filosofo è bello ed emozionante, perché devi fare qualcosa che ha bisogno di coraggio».

Raffaele, classe IV elementare

Da: La filosofia è una cosa pensierosa: diario di un'esperienza nella Scuola Primaria di Chiugiana - Perugia (Morlacchi, 2005).

martedì 16 novembre 2010

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I nostri valori

Breve lista dei valori di questo blog



Noi non siamo nè di destra (vabbè, un po' lo siamo, ma per inerzia), nè di centro, nè di sinistra, ma abbiamo anche noi i nostri valori, e per essi siamo pronti a dare la vita. Li condividiamo con il nostro pubblico.

1 - Avere l'asse del water caldo la mattina.
2 - Mangiare un Kinder Maxi dopo cena.
3 - Scaccolarsi in auto al semaforo senza curarsi dei lavavetri.
4 - Guidare in autostrada con lo stereo a tutto volume.
5 - Guadagnare il massimo facendo il minimo.
6 - Trovare la pappa pronta.
7 - Pensare ai fatti nostri.
8 - Criticare i fatti altrui.
9 - Andare a letto quando siamo stanchi.
10 - Mangiare senza ingrassare.

sabato 13 novembre 2010

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Palcoscenità / 7






IL PASSATO NON SI CANCELLA
Atto unico approssimativo



Una vecchia cartoleria di paese: odore di inchiostro secco e di carta ammuffita da un angolo. Persistenti grat grat di temperamatite accompagnano ansiosamente furiose cancellature con gomma semimorbida su fogli ruvidi formato A4 da parte di sorci mezzi sordi.
Una lampadina difettosamente intermittente sugli scaffali illumina adesso i diari, adesso gli zaini, adesso il vuoto a righe dentro di noi
Sul fondo della sala viene presentato un libro giallo, dal titolo "Doppio Filo Ritorto". Lo scrittore è un Comodino in wengè  alto circa sessanta centimetri con due cassetti, molto provato dalla vita, l'intervistatrice è una Piantana da salotto, che dà l'idea di saperla lunga su molte cose: fronteggiano una dozzina di sedie di plastica occupate da alcuni quarti di bue appassionati di lettura forniti dal locale mattatoio comunale. La tensione è palpabile, il tema interessa.

P - Il successo ti ha cambiato?
C - Senz'altro.
P - In che modo?
C - Prima ero una poltrona.
P - Una volta hai detto che la scrittura è sofferenza...
C - Hai mai provato a scrivere senza braccia?
P - Da dove trai ispirazioni per i tuoi romanzi?
C - Dal mio mondo interiore.
P - Cosa hai dentro adesso?
C - Calzini, mutande, e dei preservativi.

Qualcuno tra il pubblico muggisce. 
Il campanello sulla porta fa din-don: sembra che sia entrato finalmente un cliente, ma forse è stato soltanto un colpo di vento...
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Oggi, 13 novembre...






... si sfiorano i 22 gradi.

sabato 6 novembre 2010

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Palcoscenità / 6





LA VITA, L'UNIVERSO, TUTTO QUANTO
Atto unico epidurale



Dentro un pollaio avvolto dalla semioscurità rischiarata da una lampada a olio. 
Grossi salami oblunghi e tondi provoloni rigonfi pendono dal soffitto, appesi tramite lunghi fili ad un'altezza sufficiente a renderli inaccessibili alle umane vicissitudini e alle dissolute voglie dei parenti più stretti. 
Tra mucchi di paglia ed escrementi rinsecchiti, animali da cortile si raccolgono in raffinati crocchi di giocatori di briscola, in cui le urla di avvinazzati smozzicatori di pane raffermo accompagnano ale giocate dei singoli. In disparte, ben lontani dalla confusione, una Gallina e un Uovo discutono animatamente dei fatti loro, ma anche nostri.

G - Ti ho detto mille volte che voglio essere chiamata mamma!
U - E io ti ho detto che voglio essere chiamato papà!
G - Uh, come sei nervoso oggi!
U - Sono stato dal medico...
G - Accidenti, e come mai?
U - Niente, un controllo di routine.
G - Spero sia tutto ok...
U - Insomma: mi ha trovato un lungo, schifossimo pelo!
G - Cavolo che bravo medico!
U - Eh già, figliola...
G - Figliola a me? Ma sono nata prima io!

Dal tavolo dei giocatori di briscola si alza un lungo, improvviso rutto: è il maiale, che gioca in coppia con il tacchino, e ha gettato una figura di spade mentre la briscola è a mazze.
E' il caos.
Uovo e Gallina si abbracciano impauriti.
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Divagazioni sul tema dell'essere



Io sono
Tu sei
Egli è
Noi siamo
Voi siete
Essi sono

Dunque "io" od "essi" rappresentano la medesima presenza, essendo unico il verbo che esprime il loro stare al mondo, e  se prima di essere singolarità io sono pluralità di alterità, prima di essere pluralità di alterità essi sono la mia singolarità.
Adesso è chiaro perché ho sempre fame.

sabato 30 ottobre 2010

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Amico zombie



Sì, sì, bravi i miei scienziati del cappero, andatelo a dire ai fottutissimi zombie che non mi lasciano uscire da casa da cinque giorni che teoricamente non dovrebbero star lì ma da qualche altra parte.
Se volete vi posto pure la foto del mio vicino zombie e del suo cane zombie, che erano  entrati con la scusa di chiedermi un uovo e un po' di zucchero per preparare una torta sbrisolona: i due bastardi quasi mi staccavano un braccio a morsi ma per fortuna ho sempre con me la mia 357 Magnum!
Li ho fatti secchi sparandogli proprio in mezzo alla fronte.
Se qualcuno là fuori mi legge o mi sente, mi procuri subito delle munizioni e della legna, tanta legna per bruciare le carcasse di questi mostri puzzolenti...

domenica 24 ottobre 2010

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good night Mary...

Grazie carissima Mary per il pensiero, elegante e carezzevole come sempre.
Ho trovato solo ora, dopo giorni, qualche secondo per un'incursione nel web, e ti voglio ricambiare con questa cosa simpatica, che ti fa venire voglia di picchiettare i piedi per terra mentre l'ascolti.
Good night Mary



p.s.
grazie anche a tutti gli altri che mi hanno fatto gli auguri, naturalmente. Anche loro possono picchiettare il pavimento con i piedi

giovedì 21 ottobre 2010

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Auguri Vlad (con colpevole ritardo, lo so)



Maria, eccoti accontentata!

martedì 19 ottobre 2010

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L'unico frutto dell'amor

La banana può far male, se ingerita in grandi quantità o se usata in maniera non appropriata: quindi l'idea di fondo non era male...

lunedì 18 ottobre 2010

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Applausi a bara aperta




Su, coraggio, tra neanche quattro anni è fuori e può andare a raccontare la sua storia in tv. Intanto può iniziare a scrivere un libro sulla sua esperienza: "Una carezza in un pugno".
Gli amici applaudono contenti perchè sono lieti di conoscere uno che finalmente è sulle pagine dei giornali.
PS: c'è ancora qualcuno disposto a morire per questa gente andando in Iraq o in Afghanistan a esportare la nostra democrazia?

domenica 17 ottobre 2010

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Economia pedofamiliare



Il degrado è tale che questi subnormali, pur sapendo di rischiare la galera, accettano pagamenti così ridicoli da indurre a pensare che nelle loro menti malate, oltre a mancare la consapevolezza della differenza tra il bene e ill male, manchi anche la coscienza di ciò che è utile e ciò che è conveniente.
Poco più che puro istinto, molto più che pura evoluzione, che avrebbe dovuto portare alla soppressione di caratteri genetici così marcatamente contro specie.
Eppure sono ancora lì...

mercoledì 13 ottobre 2010

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Mik Kirk, P.I.

 

Finalmente ero riuscito a prendermi un paio di giorni di ferie: ne avevo bisogno perché il mio ufficio era ridotto veramente male dall'ultima sparatoria con i sicari di Lenny Sparacello, il tizio che gestiva le corse di risciò fantasma sulla Settima Strada, giusto a ridosso della rosticceria Fletcher's, a pochi metri dalla gelateria Debbie's, che ha il parcheggio più grande di quello del pub Goldie's ma il personale è meno educato di quello assunto dalla latteria Roy's, che tiene così tanto alle divise dei suoi camerieri da avergliene comprato un intero container da Putzu Chan, il cinese che controlla mezzo porto e che sa sempre dove farti trovare la merce più a buon mercato sulla piazza.
Soltanto che con le divise Roy si era dovuto accollare anche una dozzina di cinesi sporchi e ammaccati che erano riusciti chissà come a infilarsi nel container, e Putzu Chan ne aveva approfittato per piazzarne un paio a Lenny Sparacello, cui doveva un favore. 
E Lenny Sparacello, che ce l'aveva con me dai tempi in cui gli avevo fatto fare quattro anni di galera per averlo beccato a rubare mezza pizzetta nella panetteria Freddie's (allora mi pagavo gli studi universitari lavorando come addetto alla sicurezza in molti locali della Cinquantottesima), aveva addestrato subito i due cinesi trasformandoli in sicari e me li aveva mandati fin dentro casa, travestendoli da testimoni di Geova. Voglio chiarire una cosa: io non ho niente contro i testimoni di Geova nè contro un'altra mezza dozzina di religioni monoteiste. Ma se c'è una cosa che mi fa andare su tutte le furie è quella di essere svegliato la domenica mattina dal suono del campanello e sentire un tizio che, dopo aver sfondato la porta di casa mia, inizia a parlare in cinese mandarino alitandomi contro un misto di aglio e gatto fritto e intanto mi mette sotto il naso una .45 grossa quanto una Bibbia mormone, senza neanche darmi il tempo di togliermi un po' di crosticine dagli occhi e senza darmi il tempo di svuotare la vescica.
Tra l'altro io ho la cattiva abitudine di dormire nudo, ma ho ancora il sano vizio di andare a letto con un paio di armi, da fuoco o da taglio, infilate in due o tre orifizi del mio corpo, giusto per essere pronto a ogni evenienza, buona o cattiva che sia. E così il cervello del cinese con la pistola finì tutto sparpagliato sul soffitto, mentre il suo complice se la dava a gambe urlando per le scale mentre lo inseguivo correndo con i piedi nudi sulla moquette condominiale. Tanto rumore fece il fuggitivo che la signora Johnson, la vecchia vedova un tempo massaggiatrice sui treni interstatali che abitava all'appartamento 158, socchiuse la porta per controllare cosa diavolo stesse accadendo: e vedendomi nudo, urlò anche lei e cadde svenuta.
E fu così che lasciai perdere il cinese e Lenny Sparacello e le passeggiate al parco della mattina, e mi sollazzai con l'anziana vedova per tutta la santa domenica. 
Mentre gustavo le lasagne che mi aveva preparato per cena, pensai che non avevo mai mangiato nulla di così buono.
Almeno, da quando la mia ex mi aveva lasciato per andarsene con Lenny Sparacello...
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Vomitando in libertà






La colpa è dei bambini che non si lasciano investire, delle donne che non rimangono più a casa a occuparsi del focolare, dei tassisti che non hanno otto paia di occhi e degli anziani che non si decidono a togliere il disturbo.

martedì 12 ottobre 2010

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No, scusate, ma Vlad forse...



... è il figlio della serva?
Questa è per lui.

domenica 10 ottobre 2010

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E questa è per Froggy

Dalla colonna sonora della nostra estate


Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo…
Corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo…
Vedrai che prima o poi
Qualcuno verrà di sicuro a liberarti.
Vedrai che ce la farai…
Non è detto che per forza devi fermarti.
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per Didi



Ieri Diletta mi ha chiesto se conoscevo Harles Lloyd. 'Certo!' le ho risposto.
Complimenti alla professoressa che, in prima media, fa ascoltare agli studenti questa musica
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IO...

IO, IO, IO... IO PENSO CHE QUESTO PRONOME OGGI RACCHIUDA UN SIGNIFICATO PARTICOLARE

OHHHH!
UNOO, UNOO, UNOO...

sabato 9 ottobre 2010

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Palcoscenità / 5


TEMPO D'AMORE
Atto unico inessenziale

Vecchie macchie di muffa grigia incartapecoriscono gli angoli di una stanza nel quartiere universitario. Ragni grossi come noci di cocco ma meno pelosi e più verdastri tessono silenziosi ampie tele con rinforzo laterale, lana fuori e cotone sulla pelle, in cui mosche scheletriche impattano furiose all'ora dell'aperitivo.
Alla parete della cucina un calendario su cui una mano ignota ha disegnato un enorme cavallo un po' sfatto e scorreggione, il cui muso furbetto copre anno, mese e giorni, se si fa eccezione per un lunedì 8 e un giovedì 25.
Sul fuoco un pentolino porta a bollore del latte parzialmente scremato di origine biologica. Sulla vecchia cucina a gas, un orologio da parete fa tic tac, e poi tic tac, e poi ancora tic tac. E' la Lancetta dei minuti a fare tutto questo casino, mentre la Lancetta delle ore appare pressochè ferma: ma è una pura illusione.

Lo - Adesso basta, so tutto di voi due!
Lm - Ma a cosa ti riferisci?
Lo - Tu e quella sgualdrina della lancetta dei secondi!
Lm - E' vero: abbiamo una storia. All'inizio è stato solo sesso.
Lo - Sono forse troppo vecchia per te?
Lm - No, però guardati: bassa, grassa, lenta...
Lo - Già! E lei invece alta, magra, scattante. Quando vi vedevate?
Lm - Tu eri spesso dall'altra parte del quadrante, assente...
Lo - Lavoravo, lo facevo per noi due!
Lm - Ma io ho bisogno di una donna al mio fianco!
Lo -  Dimmi cosa ha lei che io non ho!
Lm - Se proprio ci tieni: non le puzza l'alito.
Lo - Lo sai che sono in cura da uno specialista...

Il latte trabocca dal pentolino, soffocando la fiamma del gas, e si riversa per terra, sui prati in fiore, nelle foreste pluviali.
Un ombrello passa furtivo dal corridoio, diretto verso il bagno, per prendere straccio e secchio.

venerdì 8 ottobre 2010

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Quel venerdì sera di agosto...


Però, che bella quella gita alle rovine di Gibellina, ad ammirare l'appretto di Burri... perché non ci siamo fermati più a lungo?

giovedì 7 ottobre 2010

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Nessuna pietà



In certi casi dispiace che per inconsistenti motivi umanitari in questo paese non sia in vigore la pena di morte, ma c'è almeno la speranza che una qualche mano pietosa regali all'infame assassino un paio di lacci lunghi e robusti per potersi appendere al soffitto della cella...

lunedì 4 ottobre 2010

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Le frontiere della pubblicità

 

In azienda saranno felici di aver mostrato che il loro scotch è così aderente da tenere a bada perfino un bambino: del resto, cosa non si farebbe per un figlio?

domenica 3 ottobre 2010

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Lascia che scia...

... un amore romantico
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Gustavo...











...

sabato 2 ottobre 2010

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Palcoscenità / 4



NO FLY ZONE
Atto unico
 
Tutta la città è in subbuglio per la visita del Grande Druido, che porterà la sua benedizione alla cittadinanza attiva e a quella passiva. Nei giardini condominiali bambini piezoelettrici tirano calci a palloni sgonfi sotto gli occhi attenti di custodi sudamericani, che dividono la posta intingendo le dita grassocce in pentole unte di pollo e peperoni tagliati a listarelle. Una pianta invoca pietà al cielo, oltraggiata dall'ennesimo piscio di cane sulle sue radici ormai corrose dagli acidi. Nelle case televisori sintonizzati sulle repliche di vecchi cartoni animati in bianco e nero coprono il brusio proveniente dallo stipetto di una cucina Scavolini.
Al suo interno, due farfalline svolazzano allegre su pacchi di farina e di pasta. Una si chiama Au, l'altra Tan.

A - Cosa vuoi fare da grande?
T - Mi piacerebbe fare l'insegnante!
A - Ma dai! Pagano una miseria...
T - E' vero, ma sento la vocazione!
A - Io penso di trovarmi un bel moscone e di sposarmi.
T - Hai altri programmi per il futuro?
A - Pensavo di trascorrere il resto dell'anno nella farina.
T - Ah no! Troppa confusione!
A - Adesso devo andare...
T - Mi chiami una di queste sere?.
A - Sì. Ti porto a fare un giro fuori.
T - Che bello, dove?
A - Nello scaffale dei biscotti.
T - Fico!!!

Si salutano, e riprendono il volo.
Il Grande Druido è arrivato in piazza, ha appena rivolto la sua benedizione alla folla festante. Invoca la liberazione da tutti i mali.
La luce irrompe dentro lo stipetto! Una mano femminile apre l'anta e appone su di essa una carta moschicida per farfalline.
Poi torna il buio.
La folla applaude il Grande Druido.

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Una gita a...

Oggi era proprio la giornata giusta per una passeggiata in riva al mare, anche per cercare di smaltire un po' di quel fastidioso doppio mento da commendatore edile.


Il sole picchiava che era una bellezza, ed era piacevole sentire di nuovo tutto quel calore alle gambe (era proprio come la settimana scorsa, quando mi son fatto la pipì nelle mutande, ma oggi mi sentivo più asciutto).


La gente è perfino andata in spiaggia, e qualcuno si è anche fatto il bagno (sempre meglio che stare sdraiati sulla spazzatura, direte voi). 

Mia moglie ha pensato: Ma perché non mandiamo un saluto a quei nostri amici di Scurano? Io le ho risposto: Probabilmente non saranno in casa, saranno andati nel bosco a raccogliere un po' di legna secca per la stufa...

venerdì 1 ottobre 2010

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Benvenuto Generale!




A nome delle maestranze, dei subappaltatori, dei commentatori e degli amministratori del blog Makitevole è mio sommo piacere salutare il generale Kim Yong-un, degno successore dell'immenso padre, nonché Caro Leader Kim Yong-il.
L'augusto condottiero del fortunato popolo nordcoreano sarà aiutato nel suo difficile compito da alcuni dei suoi più affezionati familiari, in ruoli strategici:
1 - Kim Yong-del: Ministro dei Carboidrati
2 - Kim Yong-qualche: Segretario ai Segreti
3 - Kim Yong-boh: Direttore Dietetico

Lunga vita e prosperità al valoroso popolo nordcoreano!

giovedì 30 settembre 2010

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Pronti? Si parte... guida Gorillik!





Visto che stiamo virando sull'extraterrestraggine....
io ci voglio andare, se non altro potrò smettere di strapparmi sti maledetti peli!!!!!


Washington, 30 set. (Adnkronos/Washington Post) - Il pianeta, Gliese 581 G, si trova a 20 anni luce dal nostro sistema solare e ha caratteristiche tali che potrebbero permettere all'acqua di scorrere in forma liquida sulla sua superfice. Gli esperti: "Non significa che ci siano forme di vita, ma che ci sono le condizioni di base perché si sviluppino". Nella capitale tre militari filmano un oggetto volante. Gb, Raf a caccia di Ufo (VIDEO - FORUM). E.T. sbarca in Vaticano, all'ombra del Cupolone si parla di alieni . In Italia 12mila avvistamenti. E gli scettici? In via d'estinzione


http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Scoperto-un-pianeta-molto-simile-alla-Terra-Potenzialmente-abitabile_311038300905.html


mercoledì 29 settembre 2010

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Cambiamo vita

Spazio, primo summit mondiale 
Un giorno ci sveglieremo sulla Luna e andremo a lavorare su Marte: la sera, prima di rientrare a casa, ci fermeremo a prendere l'aperitivo su Phobos, mentre i più acculturati preferiranno assistere ad una rappresentazione teatrale su Deimos (per evitare di incontrare quello scimunito del capoufficio robot).
Qualcuno morirà nello schianto tra la sua astronave e un meteorite sfuggito ai radar: le sue ceneri si disperderanno nello spazio, e ricadranno sulla Terra sotto forma di forfora.
Delt proverà a sfondare nel mondo del cinema porno in 4D.
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Non so davvero cosa pensare.




«Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare, altro che balle. Non c'è più selezione naturale», ha «postato» Joanne Maria Pini, compositore e docente di armonia al Conservatorio di Milano. Interveniva sulle dichiarazioni, poi smentite, dell'assessore all'istruzione di Chieri, Giuseppe Pellegrino, a proposito della necessità di non inserire i bambini disabili nelle scuole. «E se avesse ragione?», ha chiesto Pini in un forum. In tanti gli hanno risposto indignati. Ma lui si difende: «Volevo solo dire la mia. Alla faccia del politically correct»


Un'amica ha appena avuto un bimbo con la sindrome di Down. Lei e il marito avevano avuto un'offerta di lavoro in Olanda, hanno rifiutato perché qui, in Italia, il sistema scolastico per i disabili è uno dei migliori.
Cosa si può dire, leggendo queste stronzate, dette da un... educatore, tra l'altro?




martedì 28 settembre 2010

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Agli amici dallo spazio



Se l'Onu è arrivata a tanto, vuol dire che i tempi sono ormai maturi per far conoscere alla dolente umanità  ormai prossima alla necrosi la verità su quello che c'è la fuori: e vi assicuro che non è roba da ridere, anzi. Ma non voglio perdere il mio tempo in chiacchiere: che gli alieni siano in mezzo a noi è ormai una verità talmente evidente da sfiorare il banale, e per questo io dico:

AMICI NONCHE' PADRONI ALIENI, A NOME DEL BLOG VI PORGO IL BENVENUTO SULLA TERRA E VI RICORDO CHE SIAMO A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE PER COMPIERE SACRIFICI UMANI RITUALI.

Anche Delt è dalla vostra parte: lui fa quello che dico io.
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Infatti, caro Mik... la migliore pubblicità degli ultimi quarant'anni è questa!

lunedì 27 settembre 2010

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Pubblicità Danone



Ci tengo a precisare che a mio parere la pubblicità Danone, quella del Concorsone Danone con gli omini che cantano sulle note di "Com'è bello far l'amore da Trieste in giù...",
FA SCHIFO. 
Viva il pane e Nutella.

sabato 25 settembre 2010

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Palcoscenità / 3


 


DISINCROSTAZIONE
Atto unico
 

 
Odore di torta al limone e al rosmarino invade la tromba delle scale di un signorile condominio monegasco. Tra il terzo e il quarto piano una macchia di ragù sul muro indica il punto esatto in cui circa nove anni fa venne assalito a colpi di besciamella il fattorino della ditta Super Pizza. Lui riuscì a fuggire, ma le pizze, una margherita con acciuga e rum e una quattro formaggi con funghi freschi e polistirolo, non furono mai consegnate al legittimo richiedente.  
Al quinto piano c'è un appartamento arredato affittabile a studenti referenziati della locale Facoltà di Scienze Traumaturgiche. Ci sono otto camere da letto, quattro ingressi, sei cucine, tre bagni. In uno di questi, accanto a un water, in un angolo, un portaScopino sta meditando: dall'alto, il Rettangolino di un rotolo di carta igienica pende su di lui.

S - Ehi, mi fai il solletico...
R - Scusi, non volevo.
S - Questa voce... ma tu sei Jacques!
R - Sì, ma lei... papà?
S - Figlio, figlio, adesso ti ritrovo!
R - Papà, perché ci hai abbandonato?
S - Ero giovane: quando mamma mi disse della gravidanza multipla...
R - Mamma è morta! O poveri figli!
S - Dove sono adesso i tuoi fratelli?
R - Qui! Facciamo tutti lo stesso lavoro!
S - Ma quanti siete?
R - Dieci piani di morbidezza.
S - Venite qua: fatevi abbracciare!
R - No! Dovevi pensarci prima di lasciarci nella cacca!
Il portaScopino sussulta, singhiozza, si agita.
Ancora più in alto, nel superattico, un noto domatore di papille gustative sta scrivendo la sua autobiografia.
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Tristezza

Sono indignato, e sono triste.
Nessuno dei miei soci si è premurato di chiedermi notizie dell'aereo che si è malamente fermato a poche centinaia di metri da casa mia: e se mi fosse finito dritto dritto in camera da letto, quella dove voi stessi avete dormito?
Cattivi: ecco cosa siete.

mercoledì 22 settembre 2010

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Lettera al dottor Profumo

Unicredit, 40 milioni buonuscita Profumo 
(ANSA) - MILANO, 22 SET - All'ex amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, andra' una buonuscita di circa 40 milioni di euro.
Pregiatissimo Dottor Profumo, 
mi chiamo Gorillik, e sono un comune, direi comunissimo, correntista  prima del Banco di Sicilia e, dopo la fusione, di Unicredit.
Mi permetta innanzitutto di esprimere tutto il mio rincrescimento per aver contribuito, credo miseramente, nel corso di questi anni, quasi otto, alla sua giusta buonuscita.
Le bassissime spese di tenuta conto che mi appioppate mensilmente, i ridicoli tassi con cui avete remunerato i miei risparmi, le simpatiche tasse e i graziosi balzelli che i suoi collaboratori hanno infilato qua e là nelle pieghe dei miei estratti conto mi appaiono adesso un sacrificio lodevole se compiuto in vista del benessere suo e dei suoi familiari.
E' vero, 40 milioni non fanno la felicità di un uomo, e come potrebbero?
Sono solo un orrendo ammasso di carta colorata buona per togliersi qualche capriccetto: un attico in centro, una casa all'estero, una crociera intorno al mondo, una Ferrari in garage, un futuro tranquillo per figli e nipoti.
Le parlo con il cuore in mano: prenda tutto quello che ho ancora sul conto, io non so che farmene, ma almeno un lavoro al momento ce l'ho. Posso guardare al domani con fiducia!
Cordialmente e correntemente suo
Gorillik.

lunedì 20 settembre 2010

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Tutta colpa del TG1...

... perché ha trasmesso un servizio sui giovani e sulla loro difficoltà di formare le frasi e di usare modi, tempi, e parole non di uso comune. E allora mi è tornato in mente un libro, Non prenda niente tre volte al giorno. Eccone alcuni stralci:


  • RIMASTA CON NOVE UOMINI LA FIORENTINA HA DOVUTO CEDERE

  • L'UOMO CHE IERI SI E' DATO FUOCO SI E' SPENTO STAMATTINA

  • INSOMMA DOTTORE, TIRANDO LE CUOIA, CHE COS'HO?

  • HO PROBLEMI DI VISTA. MIO MARITO DICE CHE SONO LESBICA DI TUTTI E DUE GLI OCCHI.

  • LEI E' MIOPE? SI' DOTTORE, MI MANCANO QUATTRO IDIOZIE.

  • SI VENDONO CALZINI PER UOMINI DI COTONE E PER BAMBINI DI LANA

  • SI VENDONO LETTINI PER BIMBI CON PIEDINI A ROTELLE

  • I CLIENTI CHE RITENGONO I CAMERIERI SGARBATI DOVREBBERO VEDERE IL DIRETTORE

  • IL MIO BAMBINO TUTTO QUELLO CHE VEDE LO METTE IN TASCA. NON VORREI CHE FOSSE PETOMANE.
Basta così, che mi fanno male i lardominali.


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Sei un fagiano!!!!!!



Cosa dire di questa notizia che mi fa iniziare la settimana con scoppiettante ottimismo?
Ma quello là... faccia da fagiano... si sarà offeso?


BRESCIA - Un uomo di 64 anni e' stato ferito stamani durante la prima battuta di caccia della stagione venatoria. E' stato raggiunto al volto da dei pallini sparati da un suo amico, 66 anni. La ferita, a quanto si e' appreso, non e' grave e il cacciatore e' stato portato in ospedale per essere medicato. L'uomo, riferendo dell'accaduto, ha detto: ''Sembrava proprio una femmina di fagiano, invece era la testa del mio amico''. Entrambi i cacciatori abitano nel Bresciano. L'incidente è avvenuto a Pudiano, una frazione di Orzinuovi, comune della bassa Bresciana al confine con le province di Bergamo e Cremona. Della vicenda si sono occupati i carabinieri di Verlanuova.

sabato 18 settembre 2010

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Palcoscenità / 2

 
 
EVOLUZIONE
Atto unico
 
Villette a schiera sulla tangenziale vicino la rotatoria con la statua di Antonio Sangallo il Giovane: una uscita porta al nuovo ipermercato dove i prezzi sono convenienti tutto l'anno, la seconda uscita conduce al centro, la terza uscita verso i paesi limitrofi, e la quarta è fatta così male che porta direttamente al nuovo ospedale, visto il numero di incidenti che accadono. E' ora di pranzo, e dalle case affacciate sulla strada esplodono tintinii di bicchieri, di piatti, di affilatissimi coltelli in porcellana intervallati dagli scrosci quasi sordi dei cucchiai di legno che mescolano odorose zuppe e sobbollenti pastasciutte. Qualche camionista di passaggio lancia occhiate furtive alle massaie che seminude preparano impasti per pizze e focacce per la sera, annotando mentalmente l'ora e il giorno dell'incontro che annoterà scrupolosamente sul diario che sta compilando su consiglio del suo medico curante.
Nel giardino di una di queste villette migliaia di formiche trasportano frammenti di cibo verso il loro rifugio ascoltando la musica di David Sylvian. Nella casa di fronte, appena rimessa a nuovo, due gorilla, un Maschio e una Femmina, stendono dei panni freschi di lavatrice al sole, approfittando della giornata insolitamente calda. E' una coppia moderna, lui aiuta lei nei lavori di casa e condividono parecchi momenti della loro vita: sono legatissimi, specialmente da quando lei ha scoperto di essere incinta.

Gm - Cosa hai preparato per pranzo?
Gf - Banane aglio olio e peperoncino, poi banane con purè di banane e sformato di banane.
Gm - Uhm, delizioso, ho già l'acquolina in bocca...
Gf - A proposito, ho trovato un numero di cellulare nei pantaloni.
Gm - Ehm... sì?
Gf - Chi è Cita?
Gm - Ah! Cita, sì! Un'estetista...
Gf - Da quando frequenti le estetiste?
Gm - Da quando ho deciso di depilarmi!
Gf - Capisco! Allora non mi ami più così pelosa?
Gm - Cosa c'entri tu, adesso?
Gf - Già, io sono buona solo per spulciarti!
Gm - Chiederò a Cita di farlo al posto tuo.
Gf - Quando vuoi sai essere crudele.
Gm - Sì: sono cresciuto nella foresta.
Gf - E io al circo Togni: per quanto tempo ancora mi rinfaccerai le mie origini???

Il maschio torna dentro casa e si butta sul divano. Accende la tv con stizza, poi si batte il petto e lancia urla incomprensibili. Lei resta sul balcone a stendere i panni, una lacrima le riga il pelo del viso: le mani le tremano, un calzino vola giù in mezzo all'erba, attaccato a una molletta.
Una formica muore schiacciata, senza neanche il tempo di imprecare.

giovedì 16 settembre 2010

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auguri Didissima!!!!

Un grande compositore, una bravissimo interprete, una bellissima musica per una meravigliosa, magica Didi!




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Tanti Auguri a Didi!!!





Dallo zio Gorillik e dalla zia Giusik con affetto.


domenica 12 settembre 2010

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La coscienza degli animali





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La terza via

Io ho un dubbio sulla numero 7, Miss Ordine degli Architetti: con quel cappellino sembra che voglia nascondere qualcosa...

sabato 11 settembre 2010

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Palcoscenità / 1



REINCARNAZIONE
Atto unico

Mattina presto: sulle strade della città poche automobili scorrono lente verso luoghi di lavoro malsani, dove l'invidia e la gelosia la fanno da padrone. I rari autobus che passano, come il 13 barrato e il 72 spento, sono invece carichi di pendolari arrabbiati, pronti a litigare con il compagno di fabbrica per una vite o un bullone negato. Un'automobile della polizia corre a sirene spiegate verso uno dei bar già aperti a quest'ora.
Un uomo è in piedi sotto la doccia, non importa se dentro al bagno di casa sua o della fidanzata: l'acqua scorre sulla sua pelle, mentre egli, con gesto che mescola infinita pazienza a malcelata sapienza, insapona fischiettando l'ascella destra. Due lunghi peli, uno Nero e uno Biondo, riemergono tramortiti da quell'orgia di schiuma profumata a ph neutro, un'efficacia non testata su animali da laboratorio ma su randagi catturati nottetempo nelle oscure periferie metropolitane (attualmente in offerta a € 1,99).
Tra i due scatta immediata una solidarietà di categoria: il ghiaccio è rotto.

N - Preferivo il mio lavoro di prima...
B - Cosa facevi?
N - Il baffo.
B - Attività all'aria aperta, eh?
N - Già: qui invece fa sempre caldo, e io odio l'umidità.
B - Perché ti hanno licenziato?
N - Alla sua nuova ragazza non piacevo.
B - Che tempi! Però...
N - Però cosa?
B - Non ti allarmare, ma se non le piacciono i baffi...
N - ... è probabile che non le piacciano neanche le ascelle pelose!!!
B - Spero di non avere ragione, in questo caso.
N - O mio Dio! E quello cos'è?
B - E' un rasoio! Scappiamo!
N - Non possiamo: ci siamo incarniti!!!

La lama si abbatte lenta sulle loro esistenze miserabili, strappandoli alle loro miserie mortali e morali: un fiotto di acqua tiepida elimina gli ultimi residui di schiuma dall'ascella.
Domani, su qualche altro pezzo di epidermide, un nuovo pelo nascerà...


(IN MEMORIA DI MICHELE PERRIERA)
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Carmelo Bene recita Majakovskij : "All'Amato Me Stesso"



Quattro. Pesanti come un colpo.

"A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio".

Ma uno come me dove potrà ficcarsi?

Dove mi si è apprestata una tana?

S'io fossi piccolo come il grande oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l'alta marea,
accarezzando la luna.

Dove trovare un'amata uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!

O s'io fossi povero come un miliardario.. Che cos'è il denaro per l'anima?
Un ladro insaziabile s'annida in essa:
all'orda sfrenata di tutti i miei desideri
non basta l'oro di tutte le Californie!

S'io fossi balbuziente come Dante o Petrarca...
Accendere l'anima per una sola, ordinarle coi versi...
Struggersi in cenere.
E le parole e il mio amore sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente senza lasciar traccia vi passerebbero sotto
le amanti di tutti i secoli.

O s'io fossi silenzioso, umil tuono... Gemerei stringendo
con un brivido l'intrepido eremo della terra...
Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa.

Le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
gettandosi a capofitto dalla malinconia.

Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
s'io fossi appannato come il sole...

Che bisogno ho io d'abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra?

Passerò trascinando il mio enorme amore
in quale notte delirante e malaticcia?

Da quali Golia fui concepito
così grande,
e così inutile?

venerdì 10 settembre 2010

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sarà meglio questa.



dedicata ai miei tre moschettieri:
Ben
MaxBurino
PaoloFed.

(ScuranoCultFest2009, sono momenti importanti, mica paneepanelle!)
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Scoop! Nel 2012 il mondo non finirà!

E c'ho le prove!
In barba a tutte le teorie, studi, carte, eccetera, la verità sta ben più vicina a noi.
Nel tentativo di dare una risposta al quesito sulla fine del mondo, navigando quà e là, leggendo qua e là (però che fatica spostare continuamente la testa a destra e a sinistra), mi è venuta fame.
Mi sono avvicinato alla credenza, l'ho aperta ed ho infilato la manina ansiosa, ma soprattutto golosa, per afferrare la scatola dei biscotti.
E qui ho scoperto la verità, leggendo la data di scadenza:
05.2013!
Questa è la prova!
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Va bé, qualcosa di divertente... aaaaarrrggghhh!!!

giovedì 9 settembre 2010

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touch me...

... e per chi ha più o meno cinquant'anni...


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I 700 scatti... 4

Per chi apprezza solo il mondo a colori...

Terrasini - agosto 2010 - 2

mercoledì 8 settembre 2010

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La solitudine dei salvagente arancioni

Terrasini, agosto 2010

Tanta gente da salvare, ma nessuno che voleva realmente essere salvato...

martedì 7 settembre 2010

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Maria Sole: Alain Delon

Che dire, quando il dovere chiama, i soldati si muovono.
Questa, ricordata da Giusy (.... e la sventurata rispose.... cfr. ditelo voi :-D) fu (miiii come amo il passato remoto, quando scrivo, quando parlo no che mi impiccio) la colonna sonora della vacanza a Cinisi.
Ma come colonna sonora, cantata da me, nacque per contrastare quella 'gnegna' di Devid Silver, o Silvain o Silvan (il mago, boh), unica colonna sonora della macchina di Gorillik. 'Na tragedia.


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Giochi acquatici

Terrasini, tardo pomeriggio


La Pia era andata a giocare il Superenalotto...
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Di tanto in tanto...

... mi affacciavo su questo blog, perché in cuor mio, speravo sempre di leggere qualcosa di nuovo.
In odor di primavera ci eravamo "congelati" e oggi, rivendendo nuovi post, ma soprattutto rileggendo i nomi dei collaboratori, sulla destra del monitor, mi sono venute in mente due canzoni, i cui video ometto, ma che potete cercare tranquillamente voi stessi:
Quattro amici al bar, che non avrei comunque messo perchè ne ho fatto abuso, e Amici per sempre, che avrei preferito.
Poi ho pensato ad un gioco di rime che scrissi subito la pausa di Mktv, e che intitolai "La Piazza" usando parole pronunciate da Vlad in quei frangenti.

Una piazza che si rianima.

domenica 5 settembre 2010

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Architectus sabbiaticus ritardatarius


Paulus Vladensis

Professionista settentrionale che ama trascorrere l'estate nei caldi mari del sud, in cerca di sculture e mostre semipermanenti. Si muove in volo con la famiglia, composta da una moglie, un figlio, una figlia e svariate decine di valigie che contengono bigodini e macchine fotografiche: per i suoi famigliari cerca ripari in assolati residence sprovvisti di piscina. Si ciba prevalentemente di pesce, carni, insaccati, formaggi, pane, ma non disdegna le proprie mani, specialmente quando si rende conto di aver sbagliato prenotazione per il ritorno a casa. 
Nel tempo libero progetta librerie su misura.

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