Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post

sabato 13 novembre 2010

2

Palcoscenità / 7






IL PASSATO NON SI CANCELLA
Atto unico approssimativo



Una vecchia cartoleria di paese: odore di inchiostro secco e di carta ammuffita da un angolo. Persistenti grat grat di temperamatite accompagnano ansiosamente furiose cancellature con gomma semimorbida su fogli ruvidi formato A4 da parte di sorci mezzi sordi.
Una lampadina difettosamente intermittente sugli scaffali illumina adesso i diari, adesso gli zaini, adesso il vuoto a righe dentro di noi
Sul fondo della sala viene presentato un libro giallo, dal titolo "Doppio Filo Ritorto". Lo scrittore è un Comodino in wengè  alto circa sessanta centimetri con due cassetti, molto provato dalla vita, l'intervistatrice è una Piantana da salotto, che dà l'idea di saperla lunga su molte cose: fronteggiano una dozzina di sedie di plastica occupate da alcuni quarti di bue appassionati di lettura forniti dal locale mattatoio comunale. La tensione è palpabile, il tema interessa.

P - Il successo ti ha cambiato?
C - Senz'altro.
P - In che modo?
C - Prima ero una poltrona.
P - Una volta hai detto che la scrittura è sofferenza...
C - Hai mai provato a scrivere senza braccia?
P - Da dove trai ispirazioni per i tuoi romanzi?
C - Dal mio mondo interiore.
P - Cosa hai dentro adesso?
C - Calzini, mutande, e dei preservativi.

Qualcuno tra il pubblico muggisce. 
Il campanello sulla porta fa din-don: sembra che sia entrato finalmente un cliente, ma forse è stato soltanto un colpo di vento...

sabato 6 novembre 2010

0

Palcoscenità / 6





LA VITA, L'UNIVERSO, TUTTO QUANTO
Atto unico epidurale



Dentro un pollaio avvolto dalla semioscurità rischiarata da una lampada a olio. 
Grossi salami oblunghi e tondi provoloni rigonfi pendono dal soffitto, appesi tramite lunghi fili ad un'altezza sufficiente a renderli inaccessibili alle umane vicissitudini e alle dissolute voglie dei parenti più stretti. 
Tra mucchi di paglia ed escrementi rinsecchiti, animali da cortile si raccolgono in raffinati crocchi di giocatori di briscola, in cui le urla di avvinazzati smozzicatori di pane raffermo accompagnano ale giocate dei singoli. In disparte, ben lontani dalla confusione, una Gallina e un Uovo discutono animatamente dei fatti loro, ma anche nostri.

G - Ti ho detto mille volte che voglio essere chiamata mamma!
U - E io ti ho detto che voglio essere chiamato papà!
G - Uh, come sei nervoso oggi!
U - Sono stato dal medico...
G - Accidenti, e come mai?
U - Niente, un controllo di routine.
G - Spero sia tutto ok...
U - Insomma: mi ha trovato un lungo, schifossimo pelo!
G - Cavolo che bravo medico!
U - Eh già, figliola...
G - Figliola a me? Ma sono nata prima io!

Dal tavolo dei giocatori di briscola si alza un lungo, improvviso rutto: è il maiale, che gioca in coppia con il tacchino, e ha gettato una figura di spade mentre la briscola è a mazze.
E' il caos.
Uovo e Gallina si abbracciano impauriti.

sabato 9 ottobre 2010

6

Palcoscenità / 5


TEMPO D'AMORE
Atto unico inessenziale

Vecchie macchie di muffa grigia incartapecoriscono gli angoli di una stanza nel quartiere universitario. Ragni grossi come noci di cocco ma meno pelosi e più verdastri tessono silenziosi ampie tele con rinforzo laterale, lana fuori e cotone sulla pelle, in cui mosche scheletriche impattano furiose all'ora dell'aperitivo.
Alla parete della cucina un calendario su cui una mano ignota ha disegnato un enorme cavallo un po' sfatto e scorreggione, il cui muso furbetto copre anno, mese e giorni, se si fa eccezione per un lunedì 8 e un giovedì 25.
Sul fuoco un pentolino porta a bollore del latte parzialmente scremato di origine biologica. Sulla vecchia cucina a gas, un orologio da parete fa tic tac, e poi tic tac, e poi ancora tic tac. E' la Lancetta dei minuti a fare tutto questo casino, mentre la Lancetta delle ore appare pressochè ferma: ma è una pura illusione.

Lo - Adesso basta, so tutto di voi due!
Lm - Ma a cosa ti riferisci?
Lo - Tu e quella sgualdrina della lancetta dei secondi!
Lm - E' vero: abbiamo una storia. All'inizio è stato solo sesso.
Lo - Sono forse troppo vecchia per te?
Lm - No, però guardati: bassa, grassa, lenta...
Lo - Già! E lei invece alta, magra, scattante. Quando vi vedevate?
Lm - Tu eri spesso dall'altra parte del quadrante, assente...
Lo - Lavoravo, lo facevo per noi due!
Lm - Ma io ho bisogno di una donna al mio fianco!
Lo -  Dimmi cosa ha lei che io non ho!
Lm - Se proprio ci tieni: non le puzza l'alito.
Lo - Lo sai che sono in cura da uno specialista...

Il latte trabocca dal pentolino, soffocando la fiamma del gas, e si riversa per terra, sui prati in fiore, nelle foreste pluviali.
Un ombrello passa furtivo dal corridoio, diretto verso il bagno, per prendere straccio e secchio.

sabato 2 ottobre 2010

11

Palcoscenità / 4



NO FLY ZONE
Atto unico
 
Tutta la città è in subbuglio per la visita del Grande Druido, che porterà la sua benedizione alla cittadinanza attiva e a quella passiva. Nei giardini condominiali bambini piezoelettrici tirano calci a palloni sgonfi sotto gli occhi attenti di custodi sudamericani, che dividono la posta intingendo le dita grassocce in pentole unte di pollo e peperoni tagliati a listarelle. Una pianta invoca pietà al cielo, oltraggiata dall'ennesimo piscio di cane sulle sue radici ormai corrose dagli acidi. Nelle case televisori sintonizzati sulle repliche di vecchi cartoni animati in bianco e nero coprono il brusio proveniente dallo stipetto di una cucina Scavolini.
Al suo interno, due farfalline svolazzano allegre su pacchi di farina e di pasta. Una si chiama Au, l'altra Tan.

A - Cosa vuoi fare da grande?
T - Mi piacerebbe fare l'insegnante!
A - Ma dai! Pagano una miseria...
T - E' vero, ma sento la vocazione!
A - Io penso di trovarmi un bel moscone e di sposarmi.
T - Hai altri programmi per il futuro?
A - Pensavo di trascorrere il resto dell'anno nella farina.
T - Ah no! Troppa confusione!
A - Adesso devo andare...
T - Mi chiami una di queste sere?.
A - Sì. Ti porto a fare un giro fuori.
T - Che bello, dove?
A - Nello scaffale dei biscotti.
T - Fico!!!

Si salutano, e riprendono il volo.
Il Grande Druido è arrivato in piazza, ha appena rivolto la sua benedizione alla folla festante. Invoca la liberazione da tutti i mali.
La luce irrompe dentro lo stipetto! Una mano femminile apre l'anta e appone su di essa una carta moschicida per farfalline.
Poi torna il buio.
La folla applaude il Grande Druido.

sabato 25 settembre 2010

1

Palcoscenità / 3


 


DISINCROSTAZIONE
Atto unico
 

 
Odore di torta al limone e al rosmarino invade la tromba delle scale di un signorile condominio monegasco. Tra il terzo e il quarto piano una macchia di ragù sul muro indica il punto esatto in cui circa nove anni fa venne assalito a colpi di besciamella il fattorino della ditta Super Pizza. Lui riuscì a fuggire, ma le pizze, una margherita con acciuga e rum e una quattro formaggi con funghi freschi e polistirolo, non furono mai consegnate al legittimo richiedente.  
Al quinto piano c'è un appartamento arredato affittabile a studenti referenziati della locale Facoltà di Scienze Traumaturgiche. Ci sono otto camere da letto, quattro ingressi, sei cucine, tre bagni. In uno di questi, accanto a un water, in un angolo, un portaScopino sta meditando: dall'alto, il Rettangolino di un rotolo di carta igienica pende su di lui.

S - Ehi, mi fai il solletico...
R - Scusi, non volevo.
S - Questa voce... ma tu sei Jacques!
R - Sì, ma lei... papà?
S - Figlio, figlio, adesso ti ritrovo!
R - Papà, perché ci hai abbandonato?
S - Ero giovane: quando mamma mi disse della gravidanza multipla...
R - Mamma è morta! O poveri figli!
S - Dove sono adesso i tuoi fratelli?
R - Qui! Facciamo tutti lo stesso lavoro!
S - Ma quanti siete?
R - Dieci piani di morbidezza.
S - Venite qua: fatevi abbracciare!
R - No! Dovevi pensarci prima di lasciarci nella cacca!
Il portaScopino sussulta, singhiozza, si agita.
Ancora più in alto, nel superattico, un noto domatore di papille gustative sta scrivendo la sua autobiografia.

sabato 18 settembre 2010

4

Palcoscenità / 2

 
 
EVOLUZIONE
Atto unico
 
Villette a schiera sulla tangenziale vicino la rotatoria con la statua di Antonio Sangallo il Giovane: una uscita porta al nuovo ipermercato dove i prezzi sono convenienti tutto l'anno, la seconda uscita conduce al centro, la terza uscita verso i paesi limitrofi, e la quarta è fatta così male che porta direttamente al nuovo ospedale, visto il numero di incidenti che accadono. E' ora di pranzo, e dalle case affacciate sulla strada esplodono tintinii di bicchieri, di piatti, di affilatissimi coltelli in porcellana intervallati dagli scrosci quasi sordi dei cucchiai di legno che mescolano odorose zuppe e sobbollenti pastasciutte. Qualche camionista di passaggio lancia occhiate furtive alle massaie che seminude preparano impasti per pizze e focacce per la sera, annotando mentalmente l'ora e il giorno dell'incontro che annoterà scrupolosamente sul diario che sta compilando su consiglio del suo medico curante.
Nel giardino di una di queste villette migliaia di formiche trasportano frammenti di cibo verso il loro rifugio ascoltando la musica di David Sylvian. Nella casa di fronte, appena rimessa a nuovo, due gorilla, un Maschio e una Femmina, stendono dei panni freschi di lavatrice al sole, approfittando della giornata insolitamente calda. E' una coppia moderna, lui aiuta lei nei lavori di casa e condividono parecchi momenti della loro vita: sono legatissimi, specialmente da quando lei ha scoperto di essere incinta.

Gm - Cosa hai preparato per pranzo?
Gf - Banane aglio olio e peperoncino, poi banane con purè di banane e sformato di banane.
Gm - Uhm, delizioso, ho già l'acquolina in bocca...
Gf - A proposito, ho trovato un numero di cellulare nei pantaloni.
Gm - Ehm... sì?
Gf - Chi è Cita?
Gm - Ah! Cita, sì! Un'estetista...
Gf - Da quando frequenti le estetiste?
Gm - Da quando ho deciso di depilarmi!
Gf - Capisco! Allora non mi ami più così pelosa?
Gm - Cosa c'entri tu, adesso?
Gf - Già, io sono buona solo per spulciarti!
Gm - Chiederò a Cita di farlo al posto tuo.
Gf - Quando vuoi sai essere crudele.
Gm - Sì: sono cresciuto nella foresta.
Gf - E io al circo Togni: per quanto tempo ancora mi rinfaccerai le mie origini???

Il maschio torna dentro casa e si butta sul divano. Accende la tv con stizza, poi si batte il petto e lancia urla incomprensibili. Lei resta sul balcone a stendere i panni, una lacrima le riga il pelo del viso: le mani le tremano, un calzino vola giù in mezzo all'erba, attaccato a una molletta.
Una formica muore schiacciata, senza neanche il tempo di imprecare.

sabato 11 settembre 2010

8

Palcoscenità / 1



REINCARNAZIONE
Atto unico

Mattina presto: sulle strade della città poche automobili scorrono lente verso luoghi di lavoro malsani, dove l'invidia e la gelosia la fanno da padrone. I rari autobus che passano, come il 13 barrato e il 72 spento, sono invece carichi di pendolari arrabbiati, pronti a litigare con il compagno di fabbrica per una vite o un bullone negato. Un'automobile della polizia corre a sirene spiegate verso uno dei bar già aperti a quest'ora.
Un uomo è in piedi sotto la doccia, non importa se dentro al bagno di casa sua o della fidanzata: l'acqua scorre sulla sua pelle, mentre egli, con gesto che mescola infinita pazienza a malcelata sapienza, insapona fischiettando l'ascella destra. Due lunghi peli, uno Nero e uno Biondo, riemergono tramortiti da quell'orgia di schiuma profumata a ph neutro, un'efficacia non testata su animali da laboratorio ma su randagi catturati nottetempo nelle oscure periferie metropolitane (attualmente in offerta a € 1,99).
Tra i due scatta immediata una solidarietà di categoria: il ghiaccio è rotto.

N - Preferivo il mio lavoro di prima...
B - Cosa facevi?
N - Il baffo.
B - Attività all'aria aperta, eh?
N - Già: qui invece fa sempre caldo, e io odio l'umidità.
B - Perché ti hanno licenziato?
N - Alla sua nuova ragazza non piacevo.
B - Che tempi! Però...
N - Però cosa?
B - Non ti allarmare, ma se non le piacciono i baffi...
N - ... è probabile che non le piacciano neanche le ascelle pelose!!!
B - Spero di non avere ragione, in questo caso.
N - O mio Dio! E quello cos'è?
B - E' un rasoio! Scappiamo!
N - Non possiamo: ci siamo incarniti!!!

La lama si abbatte lenta sulle loro esistenze miserabili, strappandoli alle loro miserie mortali e morali: un fiotto di acqua tiepida elimina gli ultimi residui di schiuma dall'ascella.
Domani, su qualche altro pezzo di epidermide, un nuovo pelo nascerà...


(IN MEMORIA DI MICHELE PERRIERA)