Si leggono notizie relative a fatti accomunati da una brutalità disumana come stupri e persone che incendiano altre persone, omicidi, atti di una violenza inaudita.
Si leggono notizie di fatti più ordinari, dove l'unica cosa ordinaria è la follia che li accompagna, come liti gratuite per futili motivi, liti condominiali, liti con rissa per un parcheggio, liti con pestaggio per un commento sgradito.
Si leggono notizie locali, di minore importanza, come l'aumento vertiginoso di multe.
Tutto questo mi porta a pensare che in tante persone è viva l'idea della tragressione, dell'aggiramento delle regole, del "far west", della prepotenza, della voglia di "prevalere" sugli altri a qualsiasi costo.
Pare che la legge sia rimasta soltanto una parola scritta sul vocabolario.
E stiamo parlando solo di alcune cose di casa nostra, tralasciando ciò che sta succedendo in tanti paesi stranieri.
Quando ero piccolo, i miei genitori mi dicevano, fra le altre cose, che avrei dovuto studiare, perchè il mondo sarebbe andato avanti, sarebbe cambiato, bisognava farsi trovare preparati per stare al passo coi tempi.
E il mondo è cambiato, indubbiamente.
L'uomo ha cambiato le cose, ma non riesce a cambiare se stesso. Anzi, pare che l'istinto animalesco stia nuovamente uscendo fuori, più prepotente di prima.
Ma di chi siamo figli noi? O di cosa?