Lo so che non è un blog di dediche, ma... mi manca tanto una certa Giusi. E questa canzone l'abbiamo cantata tanto, nei nostri viaggi deliranti, Didi inclusa. :-D
Ecco venire il tempo che vibrando sullo stelo ogni fiore svapora come un incensiere; i suoni e i profumi volteggiano nell'aria della sera; valzer malinconico e languida vertigine.
Ogni fiore svapora come un incensiere; il violino freme come un cuore straziato; valzer malinconico, languida vertigine! Il cielo è bello e triste come un grande altare.
Il violino freme come un cuore straziato, un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero! Il cielo è triste e bello come un grande altare; il sole annega nel suo sangue che si raggruma.
Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero raccoglie ogni vestigio del luminoso passato! Il sole s'è annegato nel suo sangue che si raggruma, il tuo ricordo in me riluce come un ostensorio.
L'ho postato stamattina, prima di tornare in studio, su Facebook. Carissima Maria, so che non frequenti FB; te lo passo qui. Sono certo che gradirai.
'… Quando entrò in autostrada per tornare a Roma, Marco si chiese ancora una volta perché Antonia Bellavittis gli aveva slacciato e riallacciato la scarpa. Era una mattina rannuvolata, un banco di nebbia verso Sud-Ovest, all'orizzonte della laguna. Ricordando il gesto di Antonia, guidava lentamente.... … Questo stato di innocenza continuò nella pianura rossa e brumosa che da Padova si estende fino a Bologna. Sbirciando il guidatore disincantato di un'Alfa che lo stava sorpassando, lo commiserò, perché certamente quel guidatore non era così felice come lo era Marco in quel momento. Egli, l'alfista, non possedeva la gioia della scarpa slacciata.... … E in questa pianura la stessa Antonia diventava sempre più mitica, in stretto rapporto alla sua lontananza: se nella tangenziale di Mestre era una donna pallida e bella, una persona concreta, nelle curve di Arezzo assumeva la delicata evanescenza di un ritratto di Piero...' 'La casa a Nord-Est' - Sergio Maldini
A proposito di rose e giardini, per Maria, da 'Il giardiniere appassionato' di Rudolf Borchardt, Gli Adelphi.
'... Certo, il fiore è stato il più antico e naturale ornamento del corpo umano, perché è la natura stessa che lo offre. Piume, conchiglie e perline tengono il passo soltanto grazie alla morta persistenza delle loro colorazioni. Ma il fiore è l'ornamento in cui i due sessi giocano la carta della seduzione e della trasfigurazione del loro reciproco desiderio: troppo presto - nel torrido clima dei Mari del Sud e della battaglia d'amore - troppo presto appassisce la corolla di fuoco che orna l'orecchio bruno, troppo presto è devastato il letto di fiori; dolorosamente l'affinamento dei costumi deve aver disciplinato i sensi fino a quando una veste a fiori, ricamati o dipinti, si è interposta come una cortina tra il desiderio e il suo oggetto, prolungando - col renderlo significante - un incanto che non può rendere eterno.'